Evita il rimpatrio grazie al matrimonio fasullo con una tossicodipendente: indagato 27 volte

Alla fine gli uomini della Questura di Perugia ce l'hanno fatto. H.M. è stato rimpatriato dopo essere sfuggito numerose volte al suo destino. L'uomo, particolarmente violento, era ben noto alle forze dell'ordine

Indagato in 27 procedimenti penali, farà, adesso, ritorno in patria, H. M., del ’79, arrivato a Perugia nel 2005 è stato investigato per spaccio di sostanze stupefacenti in innumerevoli circostanze tra cui più volte nelle note operazioni “Termopoli” condotte dalla Squadra Mobile.

Conosciuto alle forze dell’ordine soprattutto per il suo carattere rissoso, essendosi costantemente reso protagonista di liti e zuffe e reagendo la maggior parte delle con violenza ai controlli operati nei suoi confronti dalle forze di polizia, ferendo più rappresentanti delle forze dell’ordine.

Per anni ha evitato il rimpatrio grazie a un “matrimonio” celebrato con una giovane tossicodipendente perugina. In alcune circostanze ha rapinato con violenza ignari passanti per pochi euro. L’ultimo episodio delittuoso lo ha commesso il 14 marzo del 2012 quando è stato arrestato dal Reparto Prevenzione Crimine per rapina, resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale, subito dopo aver sottratto, in Via Pinturicchio,  con violenza  50 euro a un giovane studente universitario fuori sede.

Durante la sua permanenza a Capanne l’Ufficio Immigrazione ha potuto dimostrare che il suo “matrimonio” non era supportato da effettiva convivenza e quindi era privo di efficacia giuridica; nessun impedimento quindi al  suo rientro in patria visto che nel frattempo gli agenti hanno anche accertato le sue vere generalità tunisine. Pertanto per lo straniero il Magistrato di Sorveglianza del Tribunale di Perugia ha potuto disporre l’espulsione dall’Italia quale misura alternativa alla detenzione, sostituendo così la pena detentiva per i giorni restanti alla definitiva espiazione.

Un ulteriore provvedimento ha inoltre vietato all’uomo di rimettere piede in Italia per dieci anni. Ieri mattina è stato quindi prelevato all’uscita dal Carcere da tre poliziotti,  tra cui un poliziotto di quartiere che lo aveva già più volte arrestato. Vista la sua aggressività e la sua pericolosità il suo viaggio di ritorno in patria è stato effettuato con la “scorta” di due agenti dell’Ufficio Immigrazione di Perugia, i quali hanno provveduto ad accompagnarlo fino a Tunisi ove lo hanno consegnato alle autorità di polizia tunisine.

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