Maxi beffa dei pannelli solari, l'ex amministratore a processo per ricettazione e truffa: assolto

Dopo una lunga battaglia legale, si è chiusa con una sentenza di assoluzione per l’ex rappresentante legale della società, finito al centro di una bufera per impianti fotovoltaici mai realizzati

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Truffa e ricettazione per un presunto raggiro dei pannelli solari della società Energesco. Dopo una lunga battaglia legale, si è chiusa con una sentenza di assoluzione per l’ex rappresentante legale della società, finito al centro di una bufera per impianti fotovoltaici mai realizzati. Ma partiamo dall’inizio.

Secondo l’accusa, l’ex rappresentante della società avrebbe indotto alcuni cittadini a sottoscrivere, nell’ambito del progetto nazionale “100 impianti fotovoltaici per 100 comuni d’Italia” , una scrittura privata con cui gli stessi si sarebbero impegnati a far installare, sul proprio terreno, un impianto fotovoltaico. Questo poi, sarebbe stato ceduto in gestione alla stessa società che dal canto suo, si sarebbe impegnata a gestire l’impianto e a rimborsare le rate del finanziamento sottoscritto dai proprietari dei fondi per l’acquisto dell’impianto stesso, oltre che a curare le pratiche per ottenere la certificazione IAFR.

Fino qui tutto bene, se non fosse, che per l’accusa, non sarebbe stato installato più nessun impianto e anzi, il materiale fornito per impiantare i pannelli, non solo si sarebbe rivelato incompleto, ma anche provento di furto. Insomma, un bluff. Da lì il lungo iter giudiziario che ha portato sul banco degli imputati l’ex legale rappresentante di Energesco, in concorso con un altro imputato, oggi entrambi assolti dal giudice Grimaccia “perché il fatto non sussiste”.

I due imputati, difesi dagli avvocati Giusi Mazziotta e Elena Cristofari  (legale dell'ex rappresentante) e l'avvocato Belardoni, hanno rinunciato alla prescrizione mentre la difesa ha prodotto e depositato una copiosa memoria volta ad acclarare la tesi di innocenza dei loro assistiti. Secondo i legali infatti, nell’arco temporale dei fatti contestati (maggio 2010- giugno 2010), l’ex amministratore sarebbe stato privo di potere, di firma e di rappresentanza della società e non avrebbe mai preso parte dei benefici economici dei presunti raggiri contestati.

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Tesi questa, sostenuta dalla difesa anche a fronte dei querelanti che non avrebbero mai avuto niente a che fare né direttamente, né indirettamente, con l’imputato. Inoltre, dai verbali d’assemblea  della società, risulterebbe che l'imputato non avrebbe potuto sottoscrivere i singoli contratti nè provvedere all'acquisto o alla vendita dei pannelli fotovoltaici poichè i poteri di firma, sia delle scritture private che dei contratti di finanziamenti con le finanziarie per l'acquisto dei pannelli, sarebbero stati conferiti ad altri. la lunga battaglia si chiude oggi con una assoluzione.  

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