Viaggio nell'Umbria nascosta: l'abbazia diroccata di Santo Stefano di Trevi

Una mappatura ideale all'insegna di un percorso itinerante "fuori dal comune", per scoprire ciò che si nasconde in Umbria. Itinerari rurali tra antichi ruderi, curiosità e anche sapori. Terza puntata del nostro viaggio

L’Umbria, nei secoli che l’hanno attraversata, ha tracciato il profilo di luoghi, fortificazioni, immersi e nascosti dalla profonda vegetazione che da sempre caratterizza l’immagine di questa regione, assecondando le logiche di protezione e controllo che un territorio come il nostro, (crocevia di passaggi e battaglie), 
necessitava. 

Ne recano testimonianze le tracce di castelli, abbazie, chiese, che giacciono silenti e abbandonati tra i colli dell’Umbria, ma che ancora raccontano, attraverso la prigionia del tempo, le tappe storiche, artistiche e culturali che ha vissuto il nostro paese. Sopra la frazione di Manciano, vicino Trevi, nella campagna bucolica e lasciva, un imponente reperto del passato, sintomo di un’antica gloria perduta, è gelosamente custodito dalla natura: l’ex abbazia di Santo Stefano. 

Fu costruita in un punto strategico, a nord del territorio di Trevi, con vista su Foligno e su buona parte della valle con possibilità di controllo dei valichi a nord-nordest di Trevi. Questa preziosa memoria del nostro passato, ora rudere, riflette quella dimensione oscura, ignota, ma al contempo affascinante, che lega storia, tradizioni, cultura e luogo, narrati attraverso il doppio binario della memoria popolare, orale e scritta.

Databile intorno al XII secolo, si narra che fu abitata dai monaci della Congregazione degli Umiliati, (ordine poi soppresso nel 1571), anche se la documentazione riporta che fu amministrata dai Benedettini, e lasciata definitivamente cadere in abbandono, dai primi del 900.

I resti della chiesa, seppur rimandanti ad un antico fasto ormai inghiottito dalle pieghe dei secoli, fanno presagire di quanto fosse imponente la sua edificazione.Non vi è più traccia del campanile, e neanche del soffitto, completamente crollato, mentre la cripta, ancora visibile, è ormai del tutto inaccessibile. La chiesa, secondo il gusto architettonico delle edificazioni cristiane, ha l’abside orientato verso est, “Versus Solem Orientem”, a rappresentanza della salvezza e della rinascita dell’uomo. I luoghi della memoria, in costante dialogo con il passato, ricostruiscono la storia  dell’uomo e del suo viaggio. Sta a noi non smettere di ascoltarli.

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