Stroncato traffico di cocaina, anche un imprenditore in manette: ma per gli indagati nessun ritorno in libertà

Richiesta di Riesame rigettata per i tre indagati, tra cui un imprenditore, che restano in carcere per traffico di droga

Restano in carcere i tre indagati per traffico e spaccio di droga (tra cui un imprenditore di origini campane) arrestati venti giorni fa dai carabinieri di Todi, che hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari emesse dal gip del tribunale di Spoleto. I giudici Narducci, Verola e Avenoso hanno rigettato la richiesta di Riesame avverso l’ordinanza cautelare richiesta dai legali difensori (avvocati Barbara Romoli, Elisa Peppucci, Donatella Panzarola e Cristian Giorni). Nessuna libertà dunque per gli indagati, due italiani rispettivamente originari di Casal di Principe (CE) e Pozzuoli (NA) ma residenti a Monte Castello di Vibio e Todi e due nordafricani, il primo di origine tunisina residente a Marsciano e un altro di origine marocchina, residente a Todi (finito ai domiciliari).

 Nel corso delle indagini, avviate nel mese di gennaio, sono stati documentati numerosi episodi di spaccio e sequestrati 200 grammi di stupefacente.  Al centro dell’organizzazione l’imprenditore edile campano di origine ma residente da molti anni a Monte Castello di Vibio e ben radicato nel territorio che, insieme alle zone del tuderte e del marscianese, è il centro dell’ingente giro d’affari che è stato scoperto. L’uomo, secondo la ricostruzione dei carabinieri, avrebbe tessuto una fitta rete di rapporti e collegamenti con la Campania grazie ai quali riusciva a “distribuire” lo stupefacente insieme agli altri tre arrestati. I carabinieri hanno anche scoperto che l’imprenditore  riforniva di stupefacente alcuni soggetti locali, accettando anche pagamenti dilazionati. La cocaina era nascosta  all’intero di  tubi di silicone usati nell’edilizia.

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