INVIATO CITTADINO Perugia e la rivoluzione dei trasporti: "Ecco i vantaggi del tram-treno"

"Italia Nostra" (Luigi Fressoia) e il Comitato "Ultimo Treno" (Alessio Trecchiodi), indicono un interessante convegno (Venerdì 23 Marzo 2018, ore 15,30 - Aula magna Università per Stranieri) dal titolo “Metropolitana regionale di superficie con tecnologia tramtreno”

Dopo l’indiscutibile successo dell’operazione Frecciarossa, "Italia Nostra" (Luigi Fressoia) e il Comitato "Ultimo Treno" (Alessio Trecchiodi), indicono un interessante convegno (Venerdì 23 Marzo 2018, ore 15,30 - Aula magna Università per Stranieri) dal titolo “Metropolitana regionale di superficie con tecnologia tramtreno”.

Le argomentatissime tesi di questi super esperti di trasportistica hanno fatto breccia nelle riottose coscienze della politica, per indurla ad agire secondo gli interessi dei cittadini utenti. E non è un successo da poco. Ora ci riprovano con una proposta altrettanto convincente. La tesi di fondo sostenuta – e già ampiamente discussa e condivisa dagli esperti – è che alla stazione di S. Anna possano arrivare treni da ogni dove: dai Ponti, da Umbertide, da Città di Castello/Sansepolcro. Come pure da Assisi, Foligno, Spoleto. Ma anche da San Martino in Campo, Deruta, Marsciano, Todi, Terni.

E per giungere in città?

“Dalla stazione di S. Anna – sostiene Fressoia –  il binario più vicino al muraglione di viale Roma deve continuare entrando in città (spostando i bagni pubblici della stazione) con binario tramviario largo quanto il binario ferroviario”.

Con quali esiti?

“In tal modo – prosegue –  questo binario tramviario verrà ad impegnare piazzale Bellucci, via Fiume e Largo Cacciatori delle Alpi. Prosegue su piazza Partigiani e quindi serve le scale mobili della Rocca Paolina. Continua poi su viale Fiorenzo di Lorenzo e viale Pellini. Quindi, servendo le scale mobili della Cupa-Priori, prosegue su viale Antinori (praticamente percorrendo mezza circonvallazione storica), fino Porta Conca ove serve la zona universitaria. Da Porta Conca, con curva piuttosto stretta ma fattibile, il binario tramviario scende su via Ruggero d’Andreotto e via Mario Angeloni, ove finalmente - alla stazione di Fontivegge - si reimmette sui binari ferroviari”.

Fantascienza?

“Per niente, dato che il tramtreno non è altro che una vettura speciale, capace di andare indifferentemente su binari ferroviari e tramviari”.

Risultati previsti?

“Grazie ai 5 chilometri di binario tramviario, tutto il patrimonio ferroviario umbro (250 chilometri, sommando la Fcu e Ferrovie dello Stato) entra nel sistema tramtreno, offrendo una vera metropolitana regionale di superficie”.

Di questo, e di molto altro, si discuterà con ricchezza di esempi, nel prossimo convegno alla Stranieri.

Chi ama la città non può mancare.

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