I giovani e l'Italia hanno bisogno di stabilità e futuro, il messaggio di fine anno del cardinale Gualtiero Bassetti

Il porporato al Te Deum di Ringraziamento in cattedrale: «L’augurio è che il nuovo anno possa essere per i credenti un tempo propizio a riscoprire le istanze apostoliche della propria fede e per tutta la società perché ritrovi e renda nuovamente fecondi i valori profondi della civile convivenza, che vengono in gran parte dalla tradizione cristiana»

La celebrazione eucaristica dell'ultimo dell'anno e il canto di ringraziamento del Te Deum costituiscono un momento importante per i cristiani e, pur non concludendo l'anno liturgico, permettono di tirare un bilancio e pensare all'anno appena trascorso, rendendo grazie a Dio per tutto.
Il cardinale Gualtiero Bassetti, nel corso della celebrazione di ieri pomeriggio, ha voluto parlare, in maniera particolare, di due temi di attualità: giovani e politica.
Guardare con fiducia i giovani. Il cardinale si è poi soffermato sulla recente esperienza del Sinodo dei giovani in Vaticano. «In quella assemblea mondiale – ha detto – ho potuto toccare con mano l’amore e persino l’ansia che la Chiesa ha di venire incontro, abbracciare e conoscere le realtà giovanili di tutto il mondo. La fiducia nelle nuove generazioni è grande. Le nostre società, che rischiano di essere avvizzite e intorpidite da sistemi economici di sfruttamento e dall’oppressione della tecnologia, possono trovare nei giovani i protagonisti di un nuovo slancio, guardando ad orizzonti di rinnovamento e di solidarietà».
L’Italia bisognosa di stabilità e fiducia. «Mentre la nostra società è ancora attraversata dalle difficoltà prodotte da una lunga e pervasiva crisi economica – ha concluso il cardinale Bassetti – il nostro Paese ha bisogno di stabilità e fiducia; di un lavoro tenace e appassionato perché si possa dare risposte realistiche alle tante attese della gente, specialmente dei giovani che aspirano a una occupazione e a una vita degna. C’è bisogno di un nuovo slancio ideale, cui anche i laici cattolici sono chiamati a partecipare, per una seria ripresa sociale e economica che possa portare vantaggi a tutti e in particolare ai più fragili e bisognosi, per un rinnovato sviluppo umano e sociale nell’ottica del bene comune».

La proposta cristiana. «Lo abbiamo visto nel corso della storia e lo vediamo ancora oggi – ha commentato Bassetti – Dinanzi alla proposta cristiana, molti si lasciano aprire al mistero del divino e della fede, ma molti altri oppongono un rifiuto netto o, sempre di più, una silenziosa indifferenza, che forse è ancor peggio. I profeti di oggi sono altri, prodotti spesso dal mondo della comunicazione, che trovano radici in un modo negativo di intendere la vita, la società, l’economia e la politica. In questo contesto di storia intrecciata, di luce e tenebre, bene e male, noi cerchiamo di scorgere i segni della presenza del Signore Gesù nella nostra vita e in quella del mondo».
Il cardinale ha voluto anche ricordare i «quaranta morti tra operatori pastorali, sacerdoti, religiosi e catechisti, e molti altri tra i semplici fedeli. Preghiamo perché il sacrificio di questi fratelli serva per creare un mondo più giusto e umano e perché l’amore vinca sempre sull’odio e la violenza».

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