"Ci guardavano in cagnesco e tagliavano la recinzione", condannati due anziani stalker

Lite di vicinato nata per un cancello lasciato aperto e una rete di divisione non gradita. Le vittime risarcite per lo stata d'ansia provocato dagli atti persecutori

Un cancello sempre aperto e una recinzione tagliata di continuo. Sono gli elementi di un processo per stalking e danneggiamento a carico di due anziani, difesi dall’avvocato Nada Lucaccioni; comportamenti tenuti nei confronti dei vicini di casa, costituiti parte civile tramite l’avvocato Vittorio Betti.

Le liti tra vicini nascono per i casi più disparati: rumore, utilizzo scorretto di parti in comune, al volte per semplice antipatia. Il caso giunto nelle aule del Tribunale penale di Perugia racconta di una coppia di anziani che, secondo il capo d’imputazione, non sopportava la presenza di un’altra coppia nella casa vicina. In comune, ad esempio, le due coppie avevano un cancello condominiale. Gli imputati voleva che fosse sempre chiuso, visto che abitavano in campagna, isolati. Gli altri vicini, invece, lo avrebbero lasciato sempre aperto.

Altro motivo di lite era una recinzione fatta montare dalla coppia vittima di stalking. Una rete che, periodicamente, presentava buchi e lacerazioni. Tanto che la coppia aveva installato una telecamera che riprendesse i danneggiamenti e gli eventuali autori. Nei filmati portati ai carabinieri e poi in tribunale si vedono una figura femminile e una maschile intenti a tagliare con una cesoia la recinzione riparata pochi giorni prima (dalle immagini video l’identificazione non appare certa).

In altre occasioni le vittime avevano lamentato sguardi malevoli nei loro confronti e degli eventuali ospiti, continue offese e derisioni, gesti di sfida. Una situazione che aveva costretto la coppia a cambiare stile di vita e ingenerato una grave crisi d’ansia della moglie e la necessità di diminuire i viaggi di lavoro all’estero per il marito, il quale non se la sentiva di lasciare sola la consorte (la donna non voleva più dormire in casa da sola).

Il giudice ha condannato i due anziani a 4 mesi e 10 giorni (reati in continuazione e con la concessione delle attenuanti generiche), pena sospesa, al risarcimento dei danni liquidati in 3mila euro complessivi, oltre al pagamento delle spese di costituzione di parte civile.

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