Spese pazze in Regione, prescrizione per i sette del centrodestra a Palazzo Cesaroni

I giudici contabili hanno dichiarato la prescrizione, ma anche che non ci fu dolo nei rimborsi

Prescrizione per le accuse di presunte spese pazze per i sette ex consiglieri del centro destra a Palazzo Cesaroni. Dopo la decisione, per lo stesso motivo, presa per l’ex consigliere Dottorini, la Corte dei Conti dell’Umbria ha dichiarato prescritte le accuse contestate Raffaele Nevi, Alfredo De Sio, Rocco Antonio Valentino, Massimo Monni, Maria Rosi, Massimo Mantovani e Andrea Lignani Marchesani per gli anni 2011 e 2012.

I giudici contabili, oltre a dichiarare la prescrizione e ricordare alla Procura contabile che “l’azione risarcitoria deve concludersi per intempestività” sono entrati anche nel merito affermando che “appaiono assenti condotte dolose” da parte dei consiglieri che “hanno rendicontato le spese al gruppo, e quest’ultimo alla Regione, senza che siano state denunciate, prospettate e dimostrate falsità o condotte artificiose o raggiranti poste in essere dai convenuti”. Come dire: i consiglieri possono aver sbagliato, ma non volevano ingannare o intascare i soldi.

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