Prima la lite e poi l'agguato al bar, "commando" sotto processo per la sparatoria al bar

Una lite tra albanesi degenera nel tentativo di vendetta a colpi di arma da fuoco. Testimoni irreperibili così come alcuni partecipanti al gruppo di fuoco

Era una sera di novembre del 2008, non particolarmente fredda visto che i clienti del bar sostavano all’aperto a chiacchierare. Nel gruppo c’erano due albanesi. Erano loro l’obiettivo del “commando” che pochi secondi dopo era entrato in azione. Uno dei partecipanti al gruppo di fuoco, difeso dagli avvocati Luca Maori e Delfo Berretti, è finito sotto processo con l’accusa di tentato omicidio, in concorso con altre due persone, mai identificate.

Secondo l’accusa il quartetto era in possesso “di una pistola calibro 7,65” e “dopo essersi fermati con l’autovettura Mercedes Ml targata … nella piazza B. Buozzi di Ospedalicchio, adiacente al “Bar Noemi”, e dopo essere scesi dal mezzo, tentavano di cagionare la morte di una persona” rimasta sconosciuta.

Non ci scappava il morto perché la persona “all’indirizzo della quale esplodevano una cartuccia la cui ogiva colpiva l’autovettura Bmw 735 targata … che era parcheggiata nella zona” riusciva a dileguarsi nel buio subito dopo il primo colpo.

Il secondo colpo non arrivava e il delitto non si compiva nonostante gli “atti idonei, diretti in modo non equivoco a commettere l’omicidio, evento non verificatosi per cause indipendenti dalle proprie volontà”. In base alla ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma all’origine della sparatoria ci sarebbe stata una lite, forse per futili motivi, scoppiata tra un gruppo di albanesi. Lite iniziata in un altro luogo e poi spentasi, ma solo per permettere al gruppo d’assalto di armarsi. i due giovani albanesi presi di mira, infatti, si sarebbero diretti verso la piazza di Ospedalicchio e si sarebbero fermati al bar.

Verso le 23 e 45 sarebbero stati raggiunti dai quattro ragazzi, sempre albanesi, uno dei quali armato di pistola e un altro di una spranga. Con l’intenzione di sistemare la faccenda.

In tribunale l'udienza odierna si è chiusa con un nulla di fatto in quanto i tre testimoni da sentire sono irreperibili. Il collegio ha disposto ricerche e accompagnamento coatto.

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