Scomparsa Sonia Marra, per la procura Bindella è l’assassino: in appello chiesti 24 anni di condanna

Processo di secondo grado a carico di Umberto Bindella, l’ex guardia forestale assolto con formula piena dai giudici della Corte d’Assise. La Pg ha sollecitato una condanna a 24 anni per l’omicidio della studentessa

Sonia Marra non frequentava altre figure maschili all'infuori di Umberto Bindella, il test D'Ambrosio non è falso e non c'è un alibi. Sono questi, in sostanza, i tre punti chiave su cui la procura generale ha messo l'accento per ribadire come l'unico possibile colpevole per la scomparsa della studentessa di Specchia sia l'ex guardia forestale, assolto in primo grado dai giudici della Corte d'Assise del tribunale di Perugia.

Nel processo d'appello in cui si trova nuovamente imputato, per la Procura che stamane, al termine della requisitoria, ha sollecitato ancora 24 anni di condanna, è lui il responsabile della scomparsa della giovane studentessa pugliese da anni trasferitasi a Perugia per gli studi universitari e di cui si sono perse le tracce quasi 13 anni fa. Quando, alle nove di sera, il suo telefono smise di squillare. Era il 16 novembre del 2006. 

Ad anni di distanza, dopo che già i giudici della Corte avevano scartato l'ipotesi di un allontanamento volontario o di un gesto estremo concludendo che la povera ragazza sia stata uccisa da una mente criminale, ma non da Umberto Bindella, alle battute finali del processo d'Appello la Pg torna a chiedere che sia lui a scontare una severa condanna per la morte della studentessa. Perché? Dal test "chiave" D'Ambrosio considerato attendibile, alla certezza che l'uomo che il giorno della scomparsa di Sonia fu visto dai vicini uscire dal suo appartamento, non possa essere altro che l'imputato. Nessuno, ha ribadito l'accusa, poteva conoscere l'indirizzo di Sonia: si era trasferita da circa un mese e non c'era nessun riferimento, nessuna targhetta con il suo nome che avesse potuto ricondurla a quella nuova abitazione in via Purgotti. Se non da chi conosceva bene. E Sonia, di frequentazioni, ne aveva ben poche. Nessuna, secondo quanto appurato dalla procura, con uomini all'infuori di Bindella. 

Nelle motivazioni con cui i giudici della Corte avevano assolto l'unico imputato per questa tragica, quanto misteriosa scomparsa, Sonia sarebbe stata uccisa sì, di un delitto premeditato da una mente criminale, ma non da Umberto Bindella (senza un movente, con un alibi e soprattutto con il teste "chiave" D'Ambrosio considerato inattendibile).  Oggi pomeriggio sarà la parte civile a discutere, poi toccherà alla difesa. L'imputato è difeso dagli avvocati Silvia Egidi e Daniela Paccoi, la parte civile è rappresentata dall'avvocato Alessandro Vesi. 

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