"Vanno ritirati quei due libri pro teoria gender distribuiti nelle scuole di Perugia"

E' scontro in Comune per la richiesta fatta al sindaco Romizi di ritirare due libri distribuiti nelle scuole per affrontare i diversi tipi di famiglia. "I genitori non sapevano nulla" "La famiglia si evoluta, censurare è da barbari"

Due libricini per bambini (si consigliano dai tre anni in poi) potrebbero finire nella lista nera delle pubblicazioni non adatte all'educazione degli studenti minorenni senza previa autorizzazione dei genitori-educatori. I libri in questione sono “Il libro delle famiglie” (Edizione Piemme) e “Piccolo Uovo”(edizione Lo Stampatello) entrambi distribuiti nelle scuole del perugino attraverso il progetto “Invitro”, è ideato dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo e finanziato in parte dalla società ARCUS.

La Regione Umbria ha aderito al progetto In vitro che ha anche come finalità quella di promuove la lettura in tenera età. I due libricini però sono stati tacciati di propagandare la cosiddetta teoria "gender": ovvero tipi di famiglia (due papà o due mamme) differenti da quella tradizionale. Da qui la richiesta dei consiglieri comunali di maggioranza di Pittola e De Vincenzi (Gruppo Misto) di ritirare dalle scuole i due libricini che sarebbero stati introdotti senza aver sentito il parere dei genitori, primi educatori dei rispettivi figli.

La discussione è finita in commissione consiliare e il clima si è fatto incandescente. Con il Pd e il Movimento 5 Stelle contrari a qualsiasi ritiro. Ma anche nella maggioranza - vedi Sorcini - c'è chi dice che la censura non va mai bene, anche se questi temi sono delicati da affrontare con bimbi così piccoli. Ma di cosa trattano questi libri. Il primo è un vero best-seller per il settore infanzia, molto venduto tra l'altro su internet e si tratta de "Il libro delle famiglie" edizione Piemme.

Qui si parla, con disegni a corredo, di tutti i tipi di famiglie presenti nella società: quelle con un papà di un colore e la mamma di un altro, quelle con alcune tradizioni speciali, altre formate da due papà o da due mamme o da un solo genitore. Tutta questa varietà di famiglie hanno dei punti in comune: amano abbracciarsi, tutte sono tristi se perdono qualcuno che amano, tutte festeggiano i momenti speciali, e l'unio fa la forza. L'altro libro che si vorrebbe far ritirare dal sindaco dalle scuole perugine è: Piccolo Uovo. Questo si legge nel sito dell'editore: "Piccolo uovo non vuole nascere perché non sa dove andrà a finire. Parte allora per un viaggio che lo porterà a conoscere i più diversi tipi di famiglia...  Altan presta la semplicità del suo mondo felice per descrivere come ognuna di queste possa essere un luogo meraviglioso in cui crescere".

Anche in questo caso si descrivono tutti i tipi di famiglia che vanno oltre quella tradizionale. "Tali testi - hanno scritto i consiglieri comunali Pittola e De Vincenzi - sono chiaramente finalizzati all’introduzione nelle scuole, sin dalla tenera età, della teoria gender. Tale teoria, secondo gli istanti, è disumanizzante, mistificatrice della verità profonda iscritta nella natura biologica di ogni uomo e di ogni donna, ed è rivolta a sviluppare una visione consumistica del genere umano creando disorientamento nei bambini, futuri cittadini del nostro territorio. Ritenendo che il metodo adottato non sia corretto, essendo mancata la condivisione con le associazioni dei genitori, come segnalato dagli stessi anche al Garante Regionale per i minori e gli adolescenti, i due consiglieri hanno proposto di impegnare il Sindaco e la Giunta ad adottare tutte le iniziative necessarie per procedere all’immediato ritiro di tali volumi dalle scuole del territorio".

Per decidere se ritirare o meno questi due libricini la commissione si è data ulteriore tempo anche per sentire in una prossima seduta il referente regionale del progetto, l’assessore Wagué, il sindaco, la dott.ssa Mariani ed il garante per l’infanzia. Duro il commento della consigliera comunale, Emanuela Mori, contro i firmatari di questa proposta: "Ormai vanno bandite le discriminazioni sul concetto di famiglia, perché lo stesso si è evoluto nel tempo". Immediata la replica: i bambini tra i 3 ed i 6 anni non hanno una coscienza critica propria e vanno tutelati. I piani scolastici ed i progetti, in genere, vengono illustrati ad inizio anno ai genitori e discussi; in questo caso ciò non è avvenuto, di fatto imponendo il progetto. Da qui le proteste e le richieste di ritiro dei testi".

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Commenti (1)

  • ma via è assurdo! "la censura è da barbari" "censurare non va mai bene"! Ma chi lo dice? Tutto è lecito? Non si tratta di censura, ma di TUTELA! La si può pensare come si vuole su questo tema, ci mancherebbe! ma prima di "istruire" i nostri bambini, ci vuole un dibattito lungo ed efficacie! MAi le cose affrettate! Ad oggi, con molte associazioni delle famiglie e dei genitori contrari, non è sano modificare i programmi scolastici a proprio uso e piacere!

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