Monsignor Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia commenta ifatti di violenza di martedì sera, avvenuti proprio a due passi dal Duomo nella centralissima Piazza IV Novembre.
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E’ da tempo che nel centro storico di Perugia, nei luoghi-simbolo della sua storia civile e religiosa, tra le testimonianze visive più significative della sua ultrasecolare civiltà pregna d’arte e cultura, si verificano gravissimi episodi di cronaca nera, i cui “protagonisti” sono vere e proprie bande di giovani criminali extracomunitari che si contendono il “territorio” dello spaccio della droga.
Nella tarda serata dell’8 maggio, in pieno centro, tra corso Vannucci e piazza Danti, davanti alla cattedrale di San Lorenzo, si è verificato l’ultimo di questi episodi con spargimento di sangue (un giovane è in gravi condizioni) ed atti vandalici. Gli abitanti sono esasperati e terrorizzati, ma non rassegnati e chiedono a gran voce che non sia più tollerata una situazione del genere. Anche all’arcivescovo mons. Gualtiero Bassetti è stato chiesto di intervenire, di far sentire la sua voce.
Nel commentare questo gravissimo episodio, il presule evidenzia che: "Non c’è dubbio che la situazione è molto preoccupante, quasi ogni giorno è sotto gli occhi di tutti. Non possiamo permettere ancora che momenti di così inaudita violenza nel cuore della nostra città continuino a verificarsi. L’escalation di questa violenza sembra inarrestabile, provocando paura ed insicurezza. I perugini hanno il diritto di vivere serenamente nella loro città, meta ogni anno di tanti visitatori italiani e stranieri. Le Istituzioni hanno il dovere di garantire questo diritto".
"Sappiamo – prosegue mons. Bassetti – che le forze dell’ordine stanno facendo il possibile ed il loro operato merita di essere incoraggiato e sostenuto, ma occorre, come i fatti ci dimostrano, una maggiore azione preventiva. Perugia ed in particolar modo il suo centro storico ricco d’arte e cultura non possono continuare ad essere luoghi di scontro armato fra bande criminali. Vedere macchie di sangue per terra, davanti la gradinata della cattedrale, non può non interrogarci e preoccuparci come uomini e cristiani".
Pensando ai “protagonisti” del gravissimo episodio, due dei quali arrestati dalla polizia, l’arcivescovo si rivolge a loro con queste parole: "A questi figli di Dio, che hanno scelto di percorrere la via del Male, dico che c’è anche per loro il tempo della conversione al Bene nel momento in cui si pentono e cessano di operare nel crimine. Quando un uomo non ha rispetto della propria vita, come può avere rispetto per il luogo e le persone che lo ospitano? Perugia, città aperta, solidale, multietnica e multiculturale deve continuare ad essere tale, non deve lasciarsi intimorire da questi episodi anche se offendono la sua dignità".





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