Scomparsa di Sonia Marra, Umberto Bindella assolto anche nel processo d'appello

La Procura aveva chiesto 24 anni. I giudici hanno confermato la sentenza di primo grado che mandava assolto l'ex guardia forestale. La difesa: "Sono 13 anni che vive in un limbo"

Umberto Bindella non ha ucciso Sonia Marra. La Corte d'Assise d'appello di Perugia ha confermato integralmente la sentenza di primo grado che aveva mandato assolta l’ex guardia forestale. La Procura di Perugia aveva chiesto una condanna a 24 anni per l’omicidio della studentessa pugliese. Richiesta di condanna era venuta anche dall'avvocato Alessandro Vesi, difensore di parte civile per la famiglia della studentessa scomparsa nel 2006.

Anche questa la sentenza, non scioglie l’impietoso dubbio. Che fine ha fatto l’allora 25enne studentessa di Specchia, scomparsa il 6 novembre del 2006? E’ quello che continua a chiedersi e continua a farlo a lungo la famiglia Marra. Per loro, che non hanno mai creduto all’allontanamento volontario della ragazza, sanno che la loro figlia ancora non ha ottenuto una risposta. Una verità.

Per Bindella e il suo pool difensivo, gli avvocati Silvia Egidi e Daniela Paccoi, è la seconda assoluzione per non aver commesso il fatto. E' la fine dell'incubo per questo giovane? Sembrerebbe di no. Tutto lascia presagire che la Procura presenterà ricorso per Cassazione (anche se i margini sono molto labili). 

VIDEO Caso Marra, la Corte d'Appello conferma: Bindella assolto. La lettura della sentenza

Quando il presidente della corte Giancarlo Massei ha terminato di pronunciare la sentenza di conferma dell'assoluzione, nel silenzio dell'aula si è percepito il doloroso silenzio dei familiari di Sonia Marra (erano presenti il padre, la madre, la sorella e il fratello della studentessa) e la soddisfazione dei difensori di Bindella. Al quale è giunta subito la telefonata dell'avvocato Paccoi: "Sentenza confermata, ma preparati ad andare in Cassazione". 

VIDEO Caso Marra, la difesa di Bindella: "Felicissimi, è stato un accanimento"

"Una sentenza dura, perché da parte della famiglia di Sonia Marra, dopo aver studiato tutti gli elementi, grazie a quanto emerso con la riapertura del dibattimento, l'attenuarsi dell'alibi dell'imputato e con l'audizione di alcuni testi chiave, c'era la percezione che potesse andare diversamente. Pensavamo ad una decisione diversa. Per questo affermo che si tratta di una sentenza dura" ha detto l'avvocato Vesi una volta uscito dal tribunale di Perugia.

"In casi come questi non si gioisce mai perché siamo abituati a parlare di prove, ma in questo caso parliamo della vita di una persona che per 13 anni è rimasta appesa, in una sorta di limbo. Bindella era un giovane di belle speranze, aveva un dottorato, un impiego e una funzione pubblica, adesso è sospeso dal lavoro. Difendere un innocente è la cosa più difficile per un avvocato. Un processo difficile perché ha annientato delle persone e anche perché ha dato delle speranze illusorie ai familiari di Sonia Marra" ha detto l'avvocato Daniela Paccoi, difensore di Bindella con la collega Silvia Egidi.

Il dramma della famiglia di  Sonia Marra ha avuto inizio nella mattinata del 16 novembre 2006, quando la sorella Anna, accompagnata da carabinieri e vigili del fuoco, entrò nell’abitazione vuota e satura di gas, in cui viveva la sorella. A far scattare l’allarme, il fatto che la giovane, molto metodica, non avesse chiamato la madre come faceva ogni sera.

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