Via della Pallotta, 70enne morì durante l'aggressione: il pm chiede 13 anni per lo scippatore killer

E' quanto chiesto dal pm Valentina Manuali per l'imputato marocchino 39enne accusato di omicidio preterintenzionale e tentata rapina

Tredici anni di reclusione per omicidio preterintezionale e tentata rapina  e nessuna applicazione delle attenuanti generiche. E' quanto chiesto dal pm Valentina Manuali per l'imputato marocchino 39enne che il 4 ottobre del 2015  in via della Pallotta, tentò di rapinare il pensionato Loredano Maranini. Il 70enne fu vittima dello scippo mortale; un episodio drammatico che scosse non solo la famiglia, ma l’intera comunità. Le complesse  indagini portarono all’identificazione di un 39enne nordafricano,  bloccato a Parma e arrestato. L' incidente probatorio sul Dna dell'aggressore, accertò compatibilità su quello estrapolato dalla bretella del borsello della vittima.

Pallotta, muore dopo brutale aggressione: scippatore killer alla sbarra

Oggi, davanti al gup Alberto Avenoso, le parti civili hanno chiesto il risarcimento per la famiglia delle vittime: per il figlio Marco (assistito dall'avvocato Elena Cristofari) 350mila euro di risarcimento e 200mila di provvisionale; per la sorella di Loredano (assistita dall'avvocato Giusi Mazziotta) 100mila euro di provvisionale e 150mila di risarcimento e per il Comune di Perugia (avvocato Pietro Giovannini) 150mila euro di risarcimento. 

Muore dopo essere stato scippato: addio a Loredano Maranini

La difesa dell'imputato (avvocato Laura Ferraboschi) ha invece chiesto l'assoluzione per infermità mentale o in subordine, semi infermità anche se già nella scorsa udienza il gup aveva rigettato  la richiesta di rito abbreviato condizionato da perizia in quanto, già all'esito di un'altra perizia psichiatrica nel 2016, si accertò la capacità di intendere e di volere del 39enne. Si torna in aula il primo giugno per le repliche e la discussione. L'imputato sarà giudicato con rito abbreviato. 

Anche il Comune di Perugia ha scelto di costituirsi parte civile nel processo: "Un segnale di vicinanza alla famiglia Maranini e a tutta la comunità perugina, nel ruolo che spetta all’Amministrazione di tutela dell’incolumità pubblica e della sicurezza urbana, di lotta alla criminalità e all’illegalità".

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