Scazzottata dopo l'addio al celibato, nei guai per aver colpito e minacciato con un posacenere un gruppo di giovani

I ragazzi erano reduci dalla festa e sono stati aggrediti da un cliente di un bar che voleva essere servito per primo

Dall’addio al celibato alle aule di tribunale per una scazzottata il passo è stato brevissimo.

Protagonista della vicenda un giovane, assistito dall’avvocato Gianni Dionigi, aggredito dal cliente di un bar che pretendeva di essere servito prima degli altri avventori.

Il giovane vittima dell’aggressione era in compagnia di alcuni amici. Erano reduci da un addio al celibato e, vista la tarda ora, si erano fermati in un bar ancora aperto per prendere un caffè.

Nel locale c’è già una persona (l’imputato) che stava bevendo un amaro al bancone. I ragazzi entrano nel locale e ordinano chi un caffè, chi un analcolico, chi una birra. Il cliente si gira verso il primo ragazzo e puntandogli il dito contro dice che c’era prima lui e che il barista doveva servirlo.

Il giovane, secondo quanto riferito alle forze dell’ordine intervenute, non contraddice l’altro e fa un cenno di comprensione. Mal interpretato dall’uomo che, in risposta, sferra un pugno al ragazzo. Il quale risponde con una gomitata all’aggressore.

Poi intervengono gli altri ragazzi a dividere i due. E mentre il gruppo esce dal locale, l’altro cliente prende un posacenere a stelo e lo brandisce come un bastone, minacciando di colpire chiunque si avvicini.

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Le minacce terminano solo all’arrivo delle forze dell’ordine e alla denuncia dell’uomo.

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