Scandalo sanità - Bocci, Duca e Valorosi chiedono la libertà al Riesame: venute meno le esigenze cautelari

Con le dimissioni dall'incarico per Duca non ci sono rischi di inquinamento delle prove o reiterazione del reato, per Bocci non ci sono intercettazioni del suo telefono

Scandalo concorsi truccati, non ci sono gli estremi per proseguire con l’afflittiva misura degli arresti domiciliari. Sono queste, in sintesi, le richieste dei difensori di Gianpiero Bocci, Emilio Duca e Maurizio Valorosi, gli avvocati Francesco Falcinelli e David Brunelli, ai giudici del tribunale del Riesame.

Per quanto riguarda l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Emilio Duca, l’avvocato Falcinelli ha dichiarato che essendosi dimesso dall’incarico ed essendo arrivato il commissario, non sussista né il rischio di reiterazione del reato né quello di inquinamento delle prove, da qui la richiesta di revoca delle misure cautelari.

Stesso vale per Maurizio Valorosi, mentre per l’ex sottosegretario Gianpiero Bocci, pur non avendo voluto rilasciare dichiarazioni, l’avvocato David Brunelli punta a sminuire la posizione del suo assistito partendo dal presupposto che di Bocci non ci sia alcuna intercettazione e che il suo nome compaia sempre come citazione di qualcun altro, ma questo non costituisce una prova del suo coinvolgimento.

I giudici del Riesame hanno cinque giorni di tempo per decidere.

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