Martiri di via d'Amelio. Anziché fare una terza o quarta inaugurazione, si pensi a mettere la targa col nome dell'artista che donò le opere

Ma quale seconda inaugurazione? Siamo almeno alla terza… se non alla quarta! Sarebbe ora, piuttosto, di rendere onore a chi ha donato tre opere di straordinaria fattura

Ma quale seconda inaugurazione? Siamo almeno alla terza… se non alla quarta! Sarebbe ora, piuttosto, di rendere onore a chi ha donato tre opere di straordinaria fattura. Quelle all’interno della rotatoria “Martiri di via d’Amelio”, inaugurata in pompa magna il 3 febbraio scorso.

Parla Sestilio Burattini, lo scultore magionese, già docente all’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” che racconta: “La prima inaugurazione avvenne con l’apertura della rotatoria”. “Per quanto mi riguarda – aggiunge – ricordo che vi fu anche una seconda inaugurazione ‘artistica’, all’epoca della sindacatura Locchi. Donai le tre sculture dell’Isola del Vento e non mi ringraziarono nemmeno con l’apposizione di una targa”. Vedere per credere.

Quelle tre opere di cielo e di vento, in marmo bianco di Carrara, sono lì, collegate da una  strada di ciottoli bianchi di fiume, ma… nessuno sa chi ne sia l’autore. Semplicemente perché non c’è scritto. O meglio: è inciso sul marmo alla base di una di esse, ma è tanto minuscolo da risultare illeggibile. E, per vederlo, occorre scendere dall’auto e… cercarlo. Alla rotatoria San Giovanni Paolo II, ai Rimbocchi, dopo tante insistenze dell’Inviato Cittadino, fu messa la targa “Grifo rampante  su ruota della vita dello scultore Paolo Pasticci” (foto). Almeno questa misera soddisfazione, ci disse l’amico Paolo.

Anche Pasticci tribolò per recuperare i soldi della fonderia e quasi ci rimise. All’artista basta la gloria, vero? Sarà così, eppure artisti e artigiani si fanno normalmente pagare, com’è giusto che sia. Ma quelli delle rotatorie devono invece accontentarsi dell’onore. Ora la rotatoria davanti alla questura (alla memoria del giudice Paolo Borsellino e dei cinque agenti della scorta) è stata inaugurata. Erano presenti Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina, Vincenzo Fabio Li Muli ed Emanuela Loi (la prima donna agente di polizia ad essere assassinata in servizio).

E ancora: il questore di Perugia Giuseppe Bisogno, accompagnato dal vicario Massimo Gambino, il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri Giovanni Fabi, il primo dirigente della polizia stradale Elena De Angelis, i segretari provinciali delle organizzazioni sindacali di polizia Massimo Pici (Siulp), Giacomo Massari (Siap) e Fabio Tristaino (Mosap), Rosangela De Felice in rappresentanza di Libera, Massimo Alunni Proietti per la sezione provinciale dell’Unione nazionale cavalieri d’Italia. Oltre a Carmine Camicia, vice presidente della Toponomastica, e con la partecipazione del deputato umbro Filippo Gallinella del movimento 5 Stelle.  Ce lo sta a ricordare una corona rinsecchita coi nomi, quasi illeggibili, di alcune delle vittime (foto).

Ma adesso – Perugia Today ne ha parlato criticamente – si annuncia una “reinaugurazione” per il 20 di aprile alle 10:30. La chiamano anche “intestazione”. Ma la rotatoria non è già intestata, da due mesi e mezzo, dato che è stata scoperta la targa toponomastica che è sotto gli occhi di tutti?  Abbiamo già spiegato che di questa “reinaugurazione” non si vede la ragione. La targa odonomastica è lì, in bella vista. Quella corona alla memoria è lì. Siamo al ridicolo di reiterare una cosa vecchia e stantia. Che faranno: ricopriranno la targa per riscoprirla di nuovo? Cose mai viste e inaudite. Anziché ripetere cose inutili, con scarso senso del ridicolo, non sarebbe meglio apporre una targa con su scritto “Isola del vento, dello scultore Sestilio Burattini”?

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