Scontri in centro: in manette 2 stranieri, convalidati gli arresti

Uno scontro in pieno centro tra due fazioni di stranieri a colpi di coltello, spranga e colpi di pistola, probabilmente a salve. Poi è la rivolta del clan magrebino: danneggiate alcune vetrine di locali

Momenti di paura durante la nottata di martedì 8 maggio, quando in pieno centro storico due gruppi di stranieri sono venuti al contatto ed hanno creato il parapiglia, seminando il panico tra cittadini e studenti presenti nei pressi di Piazza Danti.

La polizia ha arrestato due soggetti tunisini con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento: i due sono stati processati per direttissima e i fermi sono stati convalidati.

Il sindaco Wladimiro Boccali ha indetto una conferenza stampa per le 11 di mercoledì ed ha affermato che è accaduto l'intollerabile e che bisogna far qualcosa per "spazzare via la feccia". Oltre al primo cittadino perugino, sui fatti di Piazza Danti, arriva anche il commento del Partito Popolare sicurezza e difesa; del coordinamento regionale di Fli; del presidente della Provincia Guasticchi che esprime la sua vicinanza a Boccali; ma anche della presidente regionale Marini che fa un plauso alle forze dell'ordine e anche del Pdl che spinge sul tema della sicurezza.

Scioccato dall'inaudita violenza a due passi dal duomo anche Mons. Bassetti che parla di situazione preoccupante e necessità di prevenzione su episodi del genere. Clamorosa, invece, lo sfogo dei perugini e non sui social network all'indomani delle violenze.

Nel frattempo, il tunisino ferito da arma da taglio è stato operato all'adddome al Santa Maria della Misericordia di Perugia dall'equipe del Professor Annibale Donini ed è ricoverato in chirurgia d'urgenza. Inoltre fonti della Questura precisano che è stato repertato un coltello da cucina ritrovato a margine dei disordini di martedì notte.

Ma andiamo con ordine. Il peggiore degli incubi vissuto ad occhi aperti da centinaia di persone perbene, forze dell'ordine e decine di giornalisti. Piazza Danti ore 23 un commando, sembrerebbe, di albanesi armato di spranghe, coltelli e quant'altro si fionda verso due magrebini. Pochi secondi di agguato: fendenti da tutte le parti, colpi di spranga che si odono da lontano, sangue, tanto sangue a terra. Il Commando fugge per via Bartolo. Ma prima devono fare i conti verso una pattuglia di forze dell'ordine che provano a bloccare il tutto. Si spara in aria, c'è chi parla di scaccia-cani, chi di una pistola vera, la Questura privilegia l'ipotesi dell'arma a salve.

Colpi in aria di avvertimento. Il terrore paralizza i perbene che cercano rifugio in vari locali, chi scappa verso le auto cercando casa. Il magrebino sanguina copiosamente. E' morto. Si sparge la notizia. Il Questore poi smentisce il bollettino: respirava quando è stato portato al Santa Maria della Misericordia ed è in condizioni gravi. Ma l'incubo è ancora alla sua fase iniziale. Come le notizie arrivano all'orecchio dei giornalisti, arrivano anche all'altro clan dei pusher. Dieci forse quindici: sono una furia allo stato puro, criminali.

E soprattutto non hanno paura di niente. Scatta la caccia al commando albanese: sono armati da mazze di bassebal e addiritura alcuni impugnano delle racchetta da sci. Lo tsunami devasta tutti i cassonetti in cerca di bottiglie, lanciandole verso i non colpevoli, mentre gli altri sono in fuga. Devastano tavolini dei bar e sparano, poi si fiondano verso Corso Garibaldi. Devastano ancora tre locali, in cerca dei nemici.

Il resto è la grande corsa di decine di pattuglie di Polizia e Carabinieri che braccano, cercano, fermano alcuni sospetti. La rabbia delle persone è altissima, un grido disperato in cerca di una sicurezza personale; in cerca di una sicurezza per vivere a modo loro Perugia. La notte è lunga e la fuori ci sono due commando che vogliono uccidersi a vicenda. Per cosa? La droga, sempre la droga. Sarà una faida sanguinosa? Forse. E mentre gli eserciti a Perugia si scannano; gli strateghi - secondo i rapporti - Camorra e mafie varie restano indisturbate nei loro rifugi dorati. La bagarre è avvenuta a pochi giorni dai colpi di pistola a salve sparati in Via dei Priori.

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