Minaccia gli agenti e si taglia con una lametta: "Non voglio essere rimpatriato"

In tutto due i rimpatri eseguiti dagli agenti della questura di Perugia. Il primo ha interessato un tunisino di 44 anni

Un rimpatrio complicatissimo per gli agenti della Questura di Perugia che ha visto come protagonista un tunisino, 44enne, dal ’92 clandestino in Italia e a Perugia da 15 anni, con innumerevoli arresti alle spalle e 12 sentenze di condanna a suo carico. Era detenuto a Capanne dall’ultimo arresto della Squadra Mobile, avvenuto nel 2012 per scontare il cumulo delle sue pene.

Da circa un anno era stato tentato di rimpatriarlo con il provvedimento con cui il Giudice di Sorveglianza dispone l’espulsione quale misura alternativa alla detenzione. Occorreva completare l’iter burocratico e lo straniero si è sempre opposto con ogni tipo di pretesto e di azione giuridica, puntualmente respinte con pronunce motivate.

Il Dirigente l’Ufficio Immigrazione per ieri, prima data possibile, ha quindi pianificato ogni dettaglio per il suo rimpatrio. Mobilitati 10 poliziotti: scorta rinforzata dal carcere per il suo trasferimento a Roma e poliziotti di Perugia con lui sino a Tunisi. Nel viaggio verso la capitale sono iniziati i problemi perché lo straniero ha tentato in tutti i modi di farsi arrestare dagli agenti insultandoli e colpendoli per far si che il suo ritorno in carcere in Italia e impedisse il suo rimpatrio.

Dopo che i poliziotti hanno neutralizzato tale insidia e le autorità tunisine hanno rilasciato il passaporto ha capito che era tutto pronto per il suo rimpatrio. Ha quindi tentato la mossa della disperazione: nonostante la stretta vigilanza ha estratto un micro frammento di una lametta nascosta minuziosamente nell’elastico delle mutande e si è tagliato superficialmente, sporcando di sangue i poliziotti.

Anche questo tentativo di impedire il suo ritorno in Patria è stato inutile: per lui un veloce passaggio al pronto soccorso romano per qualche veloce punto di sutura e per i poliziotti solo un costoso conto in lavanderia. Per fortuna in aeroporto c’era un altro team di poliziotti dell’Ufficio Immigrazione che hanno scortato, in tutta sicurezza, lo straniero in aerostazione e a bordo del velivolo sino a Tunisi. Risultato raggiunto con molta fatica: la cosa più importante è che per i poliziotti venuti a contatto con il materiale ematico non si profila alcuna seria conseguenza sanitaria.

Un altro rimpatrio ha interessato un 30enne pregiudicato albanese arrestato due giorni fa dalla Volante, in Corso Garibaldi; era ritornato a Perugia dopo che nello scorso mese di giugno era stato rimpatriato, a forza, dalla Polizia. Il suo arresto è stato convalidato nell’udienza di ieri mattina; al termine lo straniero è stato rimesso in libertà con nulla osta per l’espulsione.

Prima di pranzo la notifica del provvedimento di rimpatrio immediato e la convalida del Giudice di Pace. Dopo pranzo due agenti lo hanno accompagnato per un brevissimo viaggio sino a Sant’Egidio ove dall’aeroporto è partito con il volo diretto a Tirana per il rimpatrio. Chissà se l’albanese si ripresenterà alle frontiere Croate per entrare nuovamente illegalmente nel nostro paese e rischiare un nuovo arresto ed un nuovo ritorno in patria forzato.


 

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