Due studi nazionali sul coronavirus; nessuno come l'Umbria in Italia. "E' l'unica pronta per la fase 2. Stop nuovi contagi"

Le analisi e le conclusioni della Fondazione Gimbe e Osservatorio nazionale sulla salute. Ecco quando invece finirà l'emergenza nelle altre regioni (situazione drammatica per molti... purtroppo)

L'Umbria non è un isola. Non è un mondo a parte autosufficiente. E quindi, piccola premesse, le notizie che arrivano dalle analisi scientifiche nazionali da una parte sono rassicuranti e dimostrano l'ottimo lavoro svolto (dalla task-force sanitaria e dal buonsenso dei cittadini); dall'altra parte, il versante nazionale, non permettono grandi festeggiamenti dato che siamo collegati economicamente e socialmente agli altri territori in difficoltà.

Comunque ben due studi sulla diffusione del coronavirus, dimostrano chiaramente che al momento c'è un'unica regione in tutta Italia che può uscire a breve dalla quarantena, entrando nella difficile fase 2: quella della graduale apertura del tessuto economico e degli spostamenti individuali. La Fondazione Gimbe ha elaborato un modello scientifico-medico per dare allo Stato e Regioni una mappatura completa della situazione contagi, rischi e possibilità: l'elaborazione dei dati degli ultimi 7 giorni indica purtroppo che gli incrementi percentuali contagi sono ancora alti in quasi tutte le altre regioni.

C'è una eccezione però: "In questo momento solo in Umbria l'epidemia di Covid-19 sembra abbastanza sotto controllo da permettere l'avvio di una fase 2". Un dato che dovrà essere tenuto da conto nell'imminente incontro Stato-Regioni per definire la nuova bussola in questi tempi drammatici. Non tutte le regioni sono uguali, come già detto dalla Presidente Tesei, che presenterà un dossier per uscire dall'isolamento in maniera controllata.

Altra ricerca nazionale, altro verdetto incoraggiante per l'Umbria ma veramente difficile per molte altre regioni, soprattutto per le Marche, territorio gemello della nostra regione.  L'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni, coordinato dal professor Walter Ricciardi, ha elabarato una mappa sulla temporalità del contagio zero, e quindi di relativa fine dell'emergenza per poter progettare la Fase 2. Ad oggi è l'Umbria - e subito dietro la Basilicata - il territorio italiano dove è previsto lo stop dei nuovi contagi già a partire dal 21 aprile, ovvero domani.  Il Lazio intorno al 12 maggio; Veneto e Piemonte il 21 maggio; Emilia Romagna e Toscana per fine maggio. Le regioni del Sud Italia potranno forse cominciare a vedere la luce agli inizi di maggio.

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"Le proiezioni effettuate - si legge nello studio - evidenziano che l’epidemia si sta riducendo con estrema lentezza, pertanto questi dati suggeriscono che il passaggio alla così detta “fase 2” dovrebbe avvenire in maniera graduale e con tempi diversi da regione a regione. Una eccessiva anticipazione della fine del lockdown, con molta probabilità, potrebbe “riportare indietro le lancette della pandemia” e vanificare gli sforzi e i sacrifici sin ora effettuati".

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