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Raccolta differenziata, ricerca su gradimento: perugini soddisfatti

Sono stati presentati mercoledì mattina nel corso di una conferenza stampa i risultati di una ricerca sociologica sul gradimento del servizio da parte dei perugini

Redazione 25 gennaio 2012

E' sostanzialmente positiva la valutazione del nuovo servizio di raccolta differenziata nelle aree sparse di Perugia che emerge dai risultati di una ricerca sociologica. L’indagine, coordinata dalla sociologa Martina Barro, è stata presentata questa mattina, in una conferenza stampa, nella Sala Rossa di Palazzo dei Priori, alla presenza del sindaco Wladimiro Boccali, dell’assessore all’Ambiente e Politiche energetiche Lorena Pesaresi e del presidente di Gesenu, Graziano Antonielli.

L’obiettivo è quello di conoscere le opinioni, gli atteggiamenti e i comportamenti del campione nei confronti del nuovo sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, così da intraprendere azioni migliorative e qualitative del servizio.

Boccali ha rivendicato il lavoro portato avanti dall’Amministrazione comunale su questo settore, come in altri, anche attraverso studi e ricerche. E con il fondamentale e imprescindibile contributo del cittadino e delle associazioni del territorio con cui dialoghiamo e ci confrontiamo in modo democratico.

Per il sindaco, l’azione sulla raccolta differenziata si basa su due elementi essenziali: "La prima riguarda la convinzione politica di costruire una comunità migliore, più civile, attraverso la riduzione della produzione dei rifiuti, il potenziamento della raccolta differenziata e comportamenti virtuosi dei cittadini. La raccolta differenziata è un obbligo di legge, ma ancor prima un dovere morale; la seconda, concerne gli obiettivi posti dal Piano regionale sui rifiuti e il 'porta a porta' rappresenta il sistema di svolta”.

Il primo cittadino perugino ha parlato anche dell’aumento dei costi a carico della società erogatrice del nuovo servizio di raccolta differenziata: “Stiamo agendo anche su questo fronte, per contenere il più possibile i costi per i cittadini. Ma per conseguire questo risultato serve la collaborazione sinergica di tutte le istituzioni”.

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E alla domanda di un giornalista sulla possibilità che il Comune di Perugia introduca la nuova tassa Tres per il 2013, il sindaco ha risposto che: "La decisione spetta all’Ambito territoriale integrato, che al momento è il numero 2, ma che nei prossimi mesi diventerà un unico ambito territoriale regionale”.

Infine, il sindaco ha ringraziato tutti gli operatori della Gesenu che svolgono un lavoro fondamentale per la città di Perugia: “Gli operatori del servizio di igiene urbana, al momento, sono impegnati nel rinnovo del contratto nazionale di lavoro e per questo hanno attivato anche forme di sciopero che rispetto, pur riconoscendo che incidono negativamente e pesantemente sui Comuni. Come presidente Anci mi sono anche impegnato a portare la questione sul tavolo nazionale dell’associazione perché si arrivi quanto prima a un accordo”.

L’assessore Pesaresi ha sottolineato: "I livelli di eccellenza raggiunti dal Comune di Perugia nella raccolta differenziata, anche rispetto alla media nazionale, passando dal 32% del 2009 a una media annua del 2011 del 47%. E il merito di questo è del cittadino”. Tornando sulla questione dei costi, l’assessore ha sostenuto che una parte di essi possono essere abbattuti se non si abbandonano i rifiuti in città: “nella tariffa 2011 e su quella del 2012, la rimozione dei rifiuti abbandonati incide per oltre 200.000 euro”. Ma la diminuzione dei costi passa anche attraverso la collaborazione dei vari livelli istituzionali: “stiamo lavorando perché tutti gli enti, fra cui la Provincia di Perugia, facciano la propria parte a sostegno del sistema di raccolta porta a porta. La tariffa comprende infatti anche il tributo provinciale e l’ecotassa che incidono nella determinazione della Tia per il Comune di Perugia per 1.900.000 euro. Alla Provincia di Perugia chiediamo di reinvestire parte di questo tributo a sostegno del nuovo modello organizzativo, dando modo così di prevedere anche incentivi ai cittadini virtuosi”.

Il presidente di Gesenu ha espresso “soddisfazione” per i risultati conseguiti e ha sottolineato la “validità della ricerca che offre numerosi spunti di riflessione e fornisce una quantità di dati utili a migliorare il servizio”.

I DATI DELLA RICERCA

La sociologa Barro ha illustrato i dati e la metodologia utilizzata.

La ricerca fa riferimento a un campione probabilistico, stratificato per zone di residenza, per tipo di servizio (domiciliare o condominiale) e per anno di attivazione dello stesso, per un totale di 1.000 interviste effettuate tra i mesi di ottobre e dicembre dell’anno 2011 (con un intervallo di fiducia del 95%; errore tollerato del 3%). Ha coinvolto 19.082 famiglie residenti nelle cosiddette aree sparse di Perugia (Montelaguardia, Ponte Rio, Ponte Pattoli, Colombella, Casa del Diavolo, Ramazzano, Bosco, Canneto, Piccione, Solfagnano, Parlesca, Resina, Compresso, Colle Umberto, Toppo Fontanelle, Fratticiola Selvatica, Borghetto di Prepo, San Sisto, Castel del Piano, Ponte Felcino, Pila, Villa Pitignano, Lacugnano, Fontignano, Santa Sabina, Mugnano, Sant’Orfeto, Tavernacce). Il metodo utilizzato è stato quello della intervista telefonica, sulla base di un questionario con domande a risposta pre-codificata.

Ne è emerso un quadro “sostanzialmente” favorevole al nuovo sistema di raccolta differenziata: il 95% degli intervistati è propenso all’attuale sistema. Nella comparazione fra il “nuovo” e il “vecchio sistema” di gestione, l’86.7% sostiene che il sistema di raccolta “porta a porta” sia migliore di quello precedente. Inoltre, il nuovo sistema funziona meglio nelle zone in cui il servizio si è consolidato da tempo come a Borghetto di Prepo, attivato dal 2005. Secondo gli utenti, il nuovo sistema permette, per il 94,2%, di aumentare la percentuale di raccolta differenziata, nell’88,4% di rendere i cittadini più sensibili verso lo smaltimento dei rifiuti, nell’84,4% di portare “comodamente” il servizio di confeirmento a casa, nel 55,3% di eliminare i cassonetti che imbruttivano le strade, il 42,5% auspica che aumentando la percentuale di raccolta differenziata, diminuiranno le tasse per lo smaltimento e per un 16,5% indurrà a produrre meno rifiuti.

Alti anche i voti assegnati dal campione alla qualità del servizio: puntualità nel ritiro dei rifiuti 8.4, posizionamento dei contenitori organico 7.8, robustezza dei contenitori 8.3 e aspetto esterno dei contenitori 7.7.

I punti di debolezza riguardano il mancato rispetto da parte degli utenti di giornate e orari di conferimento dei sacchetti (81,4%), il costo del servizio che è eccessivo rispetto ai benefici che la raccolta comporta (75,6%), molte persone hanno difficoltà a separare correttamente i rifiuti (70,3%), i contenitori dell’organico vengono utilizzati impropriamente (61%), i contenitori collocati fuori dalle case danno una brutta immagine (23,6%), i contenitori dei rifiuti occupano troppo spazio (16%).

Tra le proposte, quella di premiare coloro che rispettano le procedure (82,8%), fornire maggiori informazioni su come va effettuata la raccolta (65,9%), multare coloro che non rispettano le regole (59,1%), aumentare la frequenza di raccolta dei rifiuti organici (46,7%), ripristinare il vecchio metodo per la raccolta dei rifiuti (5%).

Altri dati riguardano la percentuale di abitanti serviti con il porta a porta che è passata dall’8% al 31/12/2009, al 29 (31/12/2010) al 50% (31/12/2011) a un 70% di previsione per il 31/12/2012.
 

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