Crisi e famiglie allo sbando, fare l'assistente sociale è un rischio: minacciati con un'arma, picchiati e umiliati

I dati che in Umbria emergono dai questionari redatti dagli assistenti sociali sono allarmanti e dimostrano come sia sempre pià difficile lavorare in questo contesto

La crisi economica che porta le famiglie alla disperazione, i fondi per il sociale sempre di meno, la guerra tra famiglie povere italiane e straniere e la totale sfiducia nelle istituzioni. E' questo il mix sociale-economico che ha trasformato un lavoro complesso come quello degli assistenti sociali in un lavoro pericoloso dove si rischia la propria incolumità fisica. I dati che in Umbria emergono dai questionari redatti dagli assistenti sociali sono allarmanti e dimostrano come sia sempre pià difficile lavorare in questo contesto: solo 25 dichiarano di non aver mai subito violenze o minacce, quindi si parla di un fenomeno (inteso come minacce-intimidazioni-aggressioni verbali mentre sono più rari i casi di aggressioni fisiche a sé o ai propri beni) diffuso per il 95% del campione.  I professionisti che hanno risposto al questionario sono per lo più donne, il 91,1% (il fenomeno interessa però indistintamente uomini e donne), maggiormente con esperienza lavorativa tra i 10 e i 19 anni (il 42,1% del campione), impegnati principalmente nel settore della tutela minorile (ambito Minori e famiglie, 30% con l’ambito disabili al secondo posto, 17%).  

Sul capitolo delle diverse forme di violenza subite, sono vari gli elementi emersi. In particolare solo il 10% degli assistenti sociali ha dichiarato di non aver mai ricevuto minacce, intimidazioni o aggressioni verbali. Riguardo i casi più gravi, quelli di violenza fisica contro il professionista, il 15,4% (pari a 38 persone) ha dichiarato di essere stato aggredito fisicamente nell’arco della propria esperienza professionale, e il 4% (10 assistenti sociali) ha dichiarato che l’aggressore ha utilizzato un oggetto o un’arma. In questo contesto, che si compone di numerosi altri dati, si manifesta una ampia dimensione della paura dei professionisti di subire violenza: 5 professionisti hanno dichiarato di temere per la propria incolumità  ogni giorno, 70 temono per sé o propri familiari una volta al mese (28,3%).

Sul fronte delle segnalazioni, percentuali basse per quanto concerne il capitolo più delicato, quello della violenza fisica: il 18,5% del campione, pari a 20 persone, ha segnalato al proprio ente gli episodi, nessuno al proprio ordine professionale e solo l’8,9% (pari a 9 persone) all’autorità di pubblica sicurezza.

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