L'INVIATO CITTADINO "Siamo noi residenti a pagare il prezzo della movida selvaggia nell’acropoli”

Il nostro inviato cittadino ha raccolto la testimonianza di parte di un residente che elenca i lati negativi di una convivenza obbligata. Chiunque voglia intervenire al dibattito sarà nostro gradito ospite

“Siamo noi residenti a pagare il prezzo della movida nell’acropoli”, si sfoga una abitante del Centro. Ben oltre l’orario di chiusura, dicono, si protrae la vendita di alcoolici nella zona compresa tra piazza Morlacchi e via delle Volte. “Da sopra – aggiunge la signora – è un mare di teste, con rumore insopportabile, schiamazzi sguaiati e riconoscibilissimo profumo di ‘erba’ che sale ai piani soprastanti. Per non parlare delle oscenità che siamo costretti a vedere”.

In che senso? “Proprio l’altroieri un giovane si è fiondato nella fontana di Pietro Angelini in via delle Volte e si è messo a urlare ogni volta che trovava all’interno una monetina. Erano le quattro del mattino. Peraltro, là dentro fanno di tutto”.

Avete provato a chiamare la forza pubblica? “Sia la Municipale che i Carabinieri ci hanno detto chiaramente che il rumore è una caratteristica del centro storico e che non si può far nulla per impedirlo”.

Avete segnalato che ci sono locali che stanno aperti ben oltre l’orario consentito, vendendo anche birra in vetro? “Lo sanno tutti e basta farci un salto per vederlo: l’abuso si ripete tutte le sere. Compresa la vendita di alcool ai minori”.

Quali i maggiori inconvenienti registrati da voi residenti? “Innanzi tutto, non si chiude occhio. Prima bevono birra e superalcoolici, poi schiamazzano. Manco a dirlo, svuotano la vescica dove capita: anche sotto le nostre finestre. L’ultimo atto è quando si preparano a rientrare. Verso le quattro del mattino, ubriachi fradici, assumono atteggiamenti provocatori: se ci si affaccia alle finestre per invitarli a tacere, fanno di peggio. Accade non solo a noi donne, ma anche a un signore che vive nell’ex seminario della curia e che ha la camera sul versante di via delle Volte. Essere mandati a quel paese è il minimo sindacale”.

Fanno anche danni? “Pensi che, in più di un’occasione, hanno fatto a pezzi, prendendoli a calci, i contenitori dell’immondezza che appoggio davanti al portone. Ho dovuto richiederne di nuovi”.

Che altro? “Il cortile interno, cui si accede anche da via Fratti, è un vero immondezzaio. Tutti i giorni la Gesenu porta via quantità industriali di vetro e cartoni. Aggiungo lo schifo di vomito e deiezioni che ammorbano la zona”.

Ci facciamo portavoce delle lamentele dei residenti. I quali, da anni, specie nella stagione estiva, risentono massicciamente di comportamenti non esattamente esemplari. Insomma: va bene movida come “vivace vita artistica e culturale notturna”. Ma non caos e maleducazione.

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