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Sicurezza, Repubblica cambia idea: Perugia da paradiso a Scampia

5 anni fa l'inviato Maltese esaltava integrazione e modello umbro: criminalità zero (ma non era così). Ora nuovo reportage: tragedia e orrore. Morale: anche Repubblica sottovalutò i mali perugini

Nicola Bossi 8 giugno 2012

Due pagine, molti grafici, qualche testimonianza, persino un pò di notizie datate e dal sapore di leggenda metropolitana, ma soprattutto tante verità e testimonianze su come è ridotta Perugia. L'inviato di Repubblica, Attilio Bolzoni - il giornale di De Benedetti - ha mostrato a livello nazionale il dramma che sta vivendo il capoluogo umbro che purtroppo ogni giorno siamo costretti a raccontare sulla carta e sull'online. 

Scrive Bolzoni: "Ci sono giorni che la danno anche gratis. E in altri la piazzano a dieci, quindici euro a bustina. Lo fanno per conquistare nuovi clienti e non perdere i vecchi, invogliati da una concorrenza spietata. Offerte promozionali nel più esagerato supermarket degli stupefacenti. Una volta Perugia era una città tranquilla, oggi si muore di droga cinque volte di più che in ogni altro luogo d'Italia". Una citta supermarket dunque quella che viviamo tutti i giorni, anche per Repubblica.
 
E ancora: "Al posto delle antiche ed eleganti cioccolatterie sul corso Vannucci ci sono i kebab, paninerie e paninoteche, vetrine piene di cianfrusaglie, baretti che vendono sbobba alcolica a pochi centesimi, fumi di agnello arrosto e puzzo di piscio, vedette, spacciatori sulle scalinate del Duomo, le bustine infilate nelle fessure fra pietra e pietra delle case nobiliari, tre puscher di qua e sei pusher di là, uno squillo di cellullare, scambi veloci, qualche euro che passa di mano". 
 
L'inviato di Repubblica addirittura, dopo alcuni giorni di presenza sul territorio, paragona Perugia alla famigerata Scampia di Napoli paradiso dell'ingrosso della droga targata camorra, e che in parte arriva con lo stesso timbro anche da noi. 
 
L'articolo però è illuminante su tanti punti di vista: il primo che l'inviato smentisce il MinistroCancellieri recentemente in Umbria che ha definito "non nella lista delle città ad alta emergenza criminalità". Se Perugia è come Scampia, allora l'emergenza c'è e non l'ha vista solo il Ministro. Non vorremmo per risparmiare soldi per nuovi agenti e mezzi da inviare in città. Secondo aspetto: Repubblica fa capire che Perugia è degradata e le colpe stanno anche nella politica locale che in questi anni ha sottovalutato il fenomeno. 
 
Ma purtroppo per Attilio Bolzoni e il suo giornale a sottovalutare il fenomeno criminalità a Perugia ci fu anche Repubblica che nel 2007 mandò un inviato a Perugia, Curzio Maltese, per decrivere virtù, poteri e potenzialità del capoluogo. 
 
Riprendiamo quell'articolo del 2007 - allora il sindaco Locchi era accerchiato sul problema sicurezza e la mafia già si infiltrava palesemente, con i tunisini tanti erano e tanti sono -"Perugia, l'Oxford italiana" di Indro Montanelli, con la sua università antica di sette secoli, le mura alte e perfette, la Rocca Paolina, è un museo vivente ma anche il laboratorio sociale di un felice "melting pot" all'italiana, con una popolazione di immigrati fra le più alte e un indice di criminalità fra i più bassi. Non esiste consiglio comunale che non abbia consiglieri immigrati ed è palestinese il deputato di Perugia, Ali Rashid di Rifondazione. L'università per gli stranieri è il miglior ponte culturale fra Italia e Cina, per non dire l'unico, visto che qui studia la metà degli studenti cinesi presenti nel nostro Paese". Un paradiso di integrazione senza minimamente ad accennare agli spacciatori stranieri sempre esistiti. Chiedete agli avvocati di casa nostra...
 
E ancora: "Non c'è forse un'altra regione in Italia, per esempio, dove s'incontrino altrettante donne nei posti di comando. Tutte nipotine di Luisa Spagnoli, la pioniera che nel 1907 fondò la Perugina, inventò il celebre "Bacio", si dice per amore di Francesco Buitoni e poi la celebre catena di negozi, oggi gestita con talento dalla pronipote Nicoletta. Sono le sorelle Maria Grazia e Teresa a mandare avanti la Lungarotti, colosso del vino".  Donne ancora al comando: al posto della Lorenzetti c'è l'ex suo pupillo Catiuscia Marini. Così vale per le imprese. Ma allora cosa è cambiato? Oppure cosa non si è visto nel profondo dell'Umbria?
 
Conclude Curzio Maltese: Grazie ai Cucinelli, Angelantoni, Caprai, Guarducci, alla vivacità dell'imprenditoria al femminile, l'Umbria cresce più del resto d'Italia e ha l'indice di disoccupazione più basso al di sotto della pianura padana. Qualche anno fa Ernesto Galli della Loggia, in un lungo dialogo con il deputato diessino Stramaccioni, dedicò un pamphlet ("Rossi per sempre") all'Umbria come metafora del declino nazionale. Se questo è il declino, ci possiamo stare". Il modello umbro rosso era vincente nel 2007 e nel 2012 è completamente perdente: secondo i diversi sguardi di Repubblica.
 
La verità che Perugia non è cambiata in 5 anni ma da 15 anni non è più la stessa. Mafia, spaccio, immigrazione selvaggia, speculatori perugini e tanti soldi per le puttane. Si doveva arginare anni fa per non arrivare al punto attuale. Siamo tutti colpevoli: sia chiaro anche Repubblica. Ora almeno si sono gettate le basi per cambiare: Il Ministro Cancellieri permettendo.  
 
Inoltre, per l'edizione di Repubblica odierna copie praticamente esaurite in gran parte della città.

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Attilio Bolzoni
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