Rapine, stupri e violenze, l'incubo delle prostitute condannato a quattro anni e 4 mesi

L'uomo arrestato e processato per aver rapinato e picchiato due lucciole, una era stata anche violentata e abbandonata in un bosco

Quattro anni e 4 mesi di reclusione (con il rito abbreviato e il riconoscimento delle attenuanti prevalenti sulle aggravanti) per il 44enne fermato dalla polizia a novembre del 2018 con l’accusa di violenza sessuale e rapina aggravata ai danni di due prostitute.

L’uomo, difeso dagli avvocati Luciano Ghirga e Gianni Dionigi, era accusato di colpito con un pugno una prostituta per poi costringerla a subire violenza sessuale; al termine della quale avrebbe anche sottratto 180 euro che la donna teneva nella borsetta, abbandonando poi la giovane in una zona boschiva isolata.

La stessa notte l’uomo avrebbe fatto salire in auto un’altra prostituta per poi rapinarla di 110 euro in un parcheggio scarsamente illuminato, dopo averla presa a schiaffi.

Le forze dell’ordine erano risalite all’uomo grazie alle immagini delle telecamere di sicurezza e controllo del traffico, alle descrizioni delle due vittime e ad un tatuaggio.

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