Era l'incubo delle studentesse a Perugia, le pedinava e poi rapinava: condanna esemplare

Cinque anni e quattro mesi di reclusione. A tanto ammonta la condanna inflitta dai giudici del primo collegio del tribunale di Perugia al 39enne di origini italo – tedesche e qui a Perugia ospite della Caritas

Cinque anni e quattro mesi di reclusione. A tanto ammonta la condanna inflitta dai giudici del primo collegio del tribunale di Perugia a M.M., il 39enne di origini italo – tedesche e qui a Perugia ospite della Caritas, finito in carcere dopo aver terrorizzato e pedinato due studentesse a Perugia con lo scopo di derubarle. L’imputato, difeso dall’avvocato Luca Pietrocola, nei mesi scorsi era stato raggiunto dalla notifica di giudizio immediato per aver cercato di derubare le due ragazze all'ingresso delle loro abitazioni. 

A novembre, dopo aver pedinato una giovane studentessa polacca fino a casa e dopo averle tappato la bocca con una mano, l’avrebbe anche minacciata di morte ripetendole più volte “ti uccido”.  Poi spintonata e buttata a terra per rubarle 50 euro dal portafogli. Fatto analogo poco tempo dopo, nei confronti di un’altra giovane: anche in questo caso inseguita fino a impedirle di aprire il portone della propria abitazione e messo in fuga solo dalle grida disperate di lei.

E’ ancora un’altra studentessa straniera che frequenta la nostra Università ad aver riferito alle forze dell’ordine che lo stesso uomo, già riconosciuto dalle altre vittime, l'aveva seguita fino all'ingresso della propria abitazione a Perugia, raggiungerla alle spalle proprio mentre stava aprendo la porta di casa. Accortasi della presenza inquietante alle spalle, sarebbe corsa in strada. Anche qui l'uomo l'avrebbe seguita fino a raggiungerla e "prenderle la mano".

Lunga è la scia di precedenti e di condanne – tra cui violenza sessuale, estorsione e reati contro il patrimonio – perpetrati dal 39enne nel corso degli anni. L’imputato, dal canto suo, ha negato gli addebiti e ha offerto la sua versione dei fatti, quella di aver solo chiesto l’elemosina, magari con modi “aggressivi”, ma di non aver mai tentato di rapinare o pedinato le giovani donne. Tesi questa, avversa a quella sostenuta dalla procura, che al termine della requisitoria ha chiesto una condanna a 5 anni e sei mesi. Intanto la difesa annuncia che farà Appello, L’imputato, invece, resta in carcere.

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