Omicidio Rosi, il terzo arrestato respinge le accuse: "Io non ho fatto nulla"

Il terzo uomo arrestato per essere uno dei presunti carnefici di Luca Rosi nella rapina di Ramazzano nega davanti al giudice Luca Semeraro le sue responsabilità sui tragici fatti del 2 marzo

La foto del terzo arrestato

Il terzo romeno, D.G., finito in manette per la rapina di Ramazzano, nella quale il 38enne Luca Rosi ha perso la vita, ha cercato di smontare la serie di indizi che lo inchioderebbero sulla scena del delitto, davanti al giudice Luca Semeraro.

Secondo quanto riferito da Il Giornale dell'Umbria, il romeno, difeso dall'avvocato Michele Maria Amici, avrebbe detto che con la rapina in cui venne ucciso Rosi non ha nulla a che vedere: "Non ero in quella villa la sera del 2 marzo. Il terzo uomo è un albanese del quale non conosco il nome".

Questo avrebbe affermato D.G., estradato in Italia durante la settimana scorsa, al magistrato che ricostruiva le contestazioni contenute nell'ordinanza. Nel ribadire fermamente la sua estraneità ai fatti di Ramazzano, lo straniero ha sostenuto di essere venuto in Italia per acquistare vestiti per il figlio di due mesi che vive in Romania: "Ho dormito a casa di amici e poi a casa della fidanzata di I.G. ma quando A.R e l'altro parlavano tra di loro o al telefono si allontanavano sempre, mi hanno tenuto all'oscuro di qualsiasi cosa stessero preparando".

Il video del suo arrivo in Italia.

Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato il fermo del rumeno disponendo la custodia cautelare in carcere, mentre il pm Giuseppe Petrazzini ha fissato l'interrogatorio per il 5 aprile. Nel frattempo, è stata fissata al 3 aprile l'udienza per discutere l'istanza presentata al tribunale del Riesame dai difensori di I.G. e A.R. che, oltre ad essere accusati di concorso nella rapina e nella violenza sessuale consumate a Resina, sono ritenuti responsabili del delitto di Rosi e della rapina in casa dei suoi genitori.

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Si discuterà davanti al giudice il 6 aprile, infine, la posizione di C.S., il presunto basista del gruppo, difeso dall'avvocato Giulio Cherubini.

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