Sicurezza, il Questore: "A Perugia c'è lo Stato, non comandano criminali"

Celebrata sabato mattina, al Teatro Morlacchi, la festa per l'anniversario della polizia, dove c'erano i vertici delle altre forze di polizia, delle istituzioni cittadine e numerosi studenti

Il questore di Perugia, Nicolò D'Angelo, in occasione del suo discorso per le celebrazioni del 160° anniversario delle forze di polizie di Stato, ha voluto ricordare la "cara Melissa stroncata dalla furia umana" dell'attentato di Brindisi e le vittime del terremoto in Emilia.

In seguito, D'Angelo ci ha tenuto a precisare che il modello di sicurezza partecipata "funziona", evidenziando i numerosi successi nell'attività di contrasto dell'immigrazione clandestina con i controlli e le numerose espulsioni ( 499 clandestini irregolari rispediti a casa ).

Basti pensare che a Perugia in un anno ( dall'1 maggio 2011 al 30 aprile 2012 ) ci sono stati ben 570 arresti, di cui 221 per droga e 1.677 denunziate all’Autorità Giudiziaria in stato di libertà, delle quali 64 per stupefacenti. Di rilievo sono i risultati ottenuti nel campo della prevenzione al fenomeno droga; nel periodo di riferimento, è stato sgominato un sodalizio criminale di etnia Albanese, pronto ad immettere sul mercato locale 179 Kg di Marijuana e altre sostanze stupefacenti. Sono stati altresì sequestrati 25 kg. di Cocaina e 2.3 kg. di eroina. Più di 23.000 sono state le persone identificate nel corso di servizi di controllo del territorio, e oltre 11.000 sono stati gli automezzi controllati.

Numerose dunque le operazioni antidroga sul territorio perugino: "Mirate attività investigative dimostrano che in città i sodalizi di matrice tunisina hanno permesso il dominio su gruppi già esistenti provenienti dall'area balcanica, in particolare dall'Albania, ma anche da paesi nordafricani e dalla Nigeria, nel fiorente mercato dello spaccio di eroina, cocaina e hashish su strada, che introducono in Italia e smistano sul territorio utilizzando i propri connazionali, beneficiando di disponibilità di manodopera. Questo crea un rifornumento continuo di stupefacenti ad alto grado di purezza e a prezzi concorrenziali".

Il Questore dipinge quest'anno come un periodo impegnativo: "E' stato un anno impegnativo, forse anche difficile, ci siamo confrontati con diverse emergenze, episodi criminosi di estrema gravità e lo abbiamo fatto sempre con dedizione e passione. Una particolare menzione va all'azione della Squadra Mobile e al reparto volanti, che io chiamo scherzosamente 'le mie giubbe blu', eroi di tutti i gioni".

Ed infine un cenno sul nuovo rapporto tra la popolazione perugina, che vuole sicurezza e le forze di polizia che cercano di rispondere a questa richeista: "Rivolgo a tutti il mio orgoglioso ringraziamento. Ogni sforzo è nella direzione di un rapporto intriso di fiducia e serenità con l'isitituzione che rappresento e che ha la volontà e la forza morale per ottenere la vostra fiducia, realizzando un'inversione profonda nei rapporti con la gente al fine di dare risposte concrete ed efficaci ad una domanda sempre più crescente di sicurezza che proviene da tutti voi, non tralasciando che sostenendo un'azione corale, dobbiamo migliorare insieme la percezione della sicurezza in tutti, percezione che spesso trova un divario tra quella reale e quella percepita".

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Poi la chiusura finale sull'acropoli perugina. "In qualità di questore, sento l'obbligo morale di dire che Perugia non è un'acropoli sotto attacco. A Perugia non comandano i criminale, c'è lo Stato".



 

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