"Quell'orribile box in via Bonaccia è un vero sfregio alla storica Porta di Santa Margherita"

Parola ai residenti intervistati da Perugiatoday.it dal nostro inviato "cittadino" Sandro Allegrini

“Quest’orribile box in via Bonaccia costituisce un vero sfregio alla storica Porta di Santa Margherita”. Parola della signora Anna Maria Rossini Bondi che abita all’imbocco di via Snella, sul lato che guarda via XIV Settembre. Questa è la muratura di Braccio, su parte della quale è costruita la sua abitazione. Qui c’è un condensato di storia perugina. In questo luogo, il 14 settembre 1860, gli “zappatori di Sardegna” del generale De Sonnaz sollevarono le ante della colossale Porta Santa Margherita e forzarono la difesa delle truppe papaline entrando in città. Mentre dalla Porta Sant’Antonio le truppe del generale Cialdini, con manovra a tenaglia, fecero altrettanto.

Qui venne ucciso da un colpo di fucile il diciottenne capitano dell’esercito piemontese Tancredi Ripa di Meana: chi dice fosse stato sparato dai frati di San Domenico (ipotesi poco probabile per ragioni balistiche), chi dice per mano di un resistente papalino. Di certo, qui è stata scritta una delle pagine più belle della storia perugina. Ce lo ricorda una grande lapide murata all’altezza dell’arco a sesto acuto, riaperto nell’Ottocento, sul muro fittile dove un tempo si affacciava la Porta (il cui orientamento fu poi spostato sulla destra, guardando dal fondo delle scalette di via Bonaccia).

“Profanare questi luoghi è un sacrilegio”, osserva disgustata Anna Maria, che proviene da una delle famiglie più antiche della Vetusta. Hanno infatti piazzato un box di metallo grigio lungo le scalette: in alto, proprio sotto la via Imbriani, che va verso il Carmine. “Ma non potevano nasconderlo un po’ verso via Abruzzo o in via Baciadonne?”, ipotizza. “Pensi che qui vengono continuamente turisti a fotografare la Porta. Mi chiedo: d’ora in poi, scatteranno portando a casa quel parallelepipedo? È questo il rispetto che dobbiamo alla città? È mai possibile che si consentano questi scempi senza dire una parola?”. Questo afferma Anna Maria. E, insieme a lei, si scandalizzano altri residenti: gli ultimi dei Mohicani che hanno scelto di vivere in ciò che resta del Centro storico di Perugia.

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