Inchiesta sanità - Concorsi truccati con domande concordate e facili perché "questi sono casi clinici"

Dalle intercettazioni emerge la volontà di dare a tutti 18 (su 20) e non lasciare i fogli in bianco per evitare l'accesso agli atti da parte di qualche candidato escluso

Tracce e domande concordate, così come i punteggi da attribuire, per evitare che il concorso fosse invalidato dopo un accesso agli atti da parte dei candidati esclusi. È quanto emerge dall’indagine della procura perugina sui concorsi nel settore sanità regionale e che ha portato ad arresti e sospensioni dal pubblico ufficio. 

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Le richieste di raccomandazioni, più dei diktat di assunzione, sono tante e qualche candidato potrebbe avere qualche difficoltà. Così oltre a fornire in anticipo le domande, vengono tenuti in considerazione gli elaborati ai fini della correzione, violando l’assunto che il compito debba essere non riconoscibile. 

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È proprio la pochezza dei candidati, così emerge dalle intercettazioni, che fa preoccupare chi organizza il raggiro concorsuale. La Franconi, a colloquio con Duca, risponde ad una domanda: “Abbiamo fatto delle prove che se ci viene mia figlia che domani deve dare la verifica di greco che non sa un cazzo di diritto amministrativo, tanto le fa. Perché io gli ho detto scriviamoci tutto quello, quando gli dai il caso, una prova pratica, una lettera devono scrivere una lettera”. 

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Alla domanda se sia tutto a posto per le persone suggerite sempre la Franconi risponde: “Costruendo il caso gli diamo tutte le cose de leggi direttamente sul caso. Quindi se non sono cretini leggono il caso che è lungo una pagina e, quindi...”.

E Duca, ridendo, sottolinea come si tratti di “casi clinici” e la Franconi replica “so casi umani”.

Interviene la Valorosi dicendo che “può bocciare anche chi è in avanti”. E Duca, infastidito, “li bocci tutti, così non assumo nessuno”.

Comunque per evitare questioni davanti al Tribunale amministrativo o ricorsi vari si decide di dare “il caso e gli do, a me basta che scrivono e non mi mettono in difficoltà che uno straccio di 18 lo prendono tutti quanti” dice laa Franconi. E Duca è d’accordo.

Poi pianificano: le violazioni degli appalti non le sa nessuno, troppo difficile, meglio “queste, almeno a lume de naso, specie l’ultima, qualcosa scrivi. È come la privacy tutta hanno scritto la favoletta. Certo che hanno scritto talmente tanto male che toccherà buttarli fuori ... Ma no, ma levagli un po’ di più a questo io gli volevo presentare un po’ di più no, solo che, anche errori in ortografia cioè”.

Poi quasi a mettersi una mano sul cuore: “guarda ce n’è uno poverino, quello che ho salvato, ce n’è uno, c’ho guardato stamattina ... che mi sa deve essere un disabile vero, poverino. Che io lo guardavo mentre faceva il tema, c’aveva proprio la faccia da bambino, stava lì, però ha fatto questo temino da 4 pagine che io alla fine ho detto scusate eh, ha scritto 4 pagine”. Solo che scorrendo il curriculum si capisce che era stato segnalato da qualcuno e lo stavano per bocciare “per errore”.

Interviene la Valorosi a sottolineare che “questi sono disabili, cocca” e che il concorso sarebbe stato inutile e per la Franconi “non toccava fà il concorso… ma che concorso fai ad un disabile? …”, forse si poteva fare come a “ Castello l’altra volta, li davi tutti idonei… eran 50 e tu scegli…” riferito a Duca.

L’importante è dare 18 a tutti, così “tra di loro l’accesso agli atti non se li faranno se passano con tutti i 18”, quanto agli orali “dobbiamo fare una cosa semplice”, magari ritornando “sugli argomenti un po’. Agli orali gli diciamo niente. Ritornate sugli argomenti e li salviamo tutti”.

“Appare chiaro come tutta la procedura viene pilotata e presidiata da Duca in modo da garantire il risultato finale di far vincere e poi assumere le persone volute da Barberini, Bocci e dalla Marini” scrivono i pm nelle loro richieste, “è sufficiente che non lascino il foglio in bianco, così potrà dare a tutti almeno 18. In tal modo dovrebbe evitare anche che venga fatta istanza di accesso agli atti da parte di qualche candidato escluso”. 

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