E' una rincorsa senza fine e ad ostacoli quella dei 580 terremotati di Spina e territori limitrofi che il 15 dicembre del 2009 hanno perso la propria abitazione, il proprio Paese e la propria vita anonima di campagna per via di un terremoto anomalo quanto violento.
Il popolo dei terremotati è sceso ancora una volta a Perugia, davanti alla Regione dell'Umbria - in corso il consiglio sulla finanziaria 2012 - con cartelli disperati ma una grande civiltà nei modi e nel linguaggio. I soldi non ci sono ancora, la ricostruzione è ferma al palo dopo tre anni e quello che è peggio anche l'ordinanza per la ricostruzione pesante (edifici totalmente o parzialmente da abbattere e ricostruire), con in suoi parametri, sembrano peggiorare ancora di più la situazione.
Protesta dei terremotati di Spina
"Hanno fissato un costo al metro quadro di 600-700 euro - spiegano accavallandosi i tanti del comitato per Spina - contro invece quello del terremoto dell'Abruzzo di 1200 euro. Spina e i territori colpiti dal sisma hanno strutture di valore storico e acquistate spesso come investimento e valgono nettamente di più del presunto risarcimento. E come se non bastasse è stato fissato un tetto di 90mila euro ad abitazione....e il resto a carico nostro".
E qui scatta la disperazione doppia: sono molti i terremotati che stanno continuando a pagare un mutuo per quello che rimasto della loro abitazione oppure pensionati con assegno da 900 euro al mese. Praticamente potenziali clienti che qualsiasi banca del Regno negherebbe un mutuo dai 20mila euro in su. Si rischia di avere tra dieci anni una casa parzialmente ricostruita. C'è anche la ciliegina sulla torta, almeno secondo i terremotati:"Non sono state previste le demolizioni quando invece ce ne sono diverse di case che devono essere completamente abbattute e che solo per miracolo durante l'inverno non sono implose".
I rappresentanti della Regione e il Presidente Marini hanno ascoltato le richieste del comitato per apportare aventuali modifiche sulla ricostruzione pesante.
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