Donne coraggio salvano trans e prostitute da malattie, freddo e violenze: da vent'anni sulle vie del sesso

Sono le operatrici dell'Unità di Strada Cabiria, che quest'anno festeggia 20 anni. Offrono un aiuto concreto alle prostitute e alle trans che - chi per scelta, chi obbligate - si trovano a fare i conti con la strada

Vanno per strada, sia di giorno che di notte, per offrire un aiuto concreto alle donne e alle transessuali che lavorano lungo le vie del sesso di Perugia. Sono le operatrici dell’Unità di Strada Cabiria, che quest’anno festeggia il ventennale dell’attività. Sono donne “coraggio” che oltre a offrire una bevanda, un pasto e preservativi a tutela della salute e dell’incolumità pubblica, mostrano uno sguardo sulle realtà del territorio a chi, in quelle strade, ci finisce per caso, per necessità, per sfruttamento. 

L’Unità di strada, nata nel lontano 1998 per volontà di Arcisolidarietà Ora d’Aria di Perugia con l’obiettivo di creare un servizio mirato alla riduzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma anche offrire una mappatura e quindi una rilevazione del fenomeno della prostituzione su strada ed azioni rivolte all’emersione del fenomeno della tratta, è composto da un gruppo di operatrici qualificate che due volte a settimana, a Perugia, scendono in campo dalla parte delle donne. Coordinatrice di questo importante lavoro che agisce su scala regionale, è Barbara Pilati che questa mattina ha illustrato  anche le iniziative messe in campo per il ventennale e sottolineando come l'Umbria, dal 2012, sia capofila del progetto Free Life 2. 

“Operiamo su tutto il territorio regionale - spiega Barbara Pilati - attraverso uscite in strada nei luoghi della prostituzione, da Perugia a Terni , fornendo assistenza socio-sanitaria, portando materiale informativo sulla prevenzione, preservativi ed informazioni riguardanti la legislazione e i diritti della persona”.

Ma come funziona l'Unità di Strada? Innanzitutto le operatrici, attraverso segnalazioni e  ordinanze emanate direttamente dal Sindaco, prendono visione delle vie a luci rosse non solo di Perugia, ma anche di Terni. A Perugia le operatrici scendono in campo di notte una volta a settimana a Perugia, due uscite notturne vengono effettuate su Terni al mese, una uscita al mese sul territorio Umbrtide - Gubbio, così come a Spoleto e a Todi. Mentre a Perugia si scende in campo anche di giorno, nel quartiere di Ponte San Giovanni e Fontivegge. 

“Andiamo con un mezzo contrassegnato - raccontano le operatrici - e portiamo beni di prima necessità come ad esempio una bevanda calda l’inverno o qualcosa di fresco per l’estate, preservativi e tutta una serie di materiali informativi legati alla trasmissione delle malattie a livello sessuale sia di eventuali gravidanze per il controllo delle nascite, che nel rispetto di tutta una serie di dispostivi normativi che possono interessare le persone che lavorano in strada. Ad esempio informazioni su come si ottiene un permesso di soggiorno o per richiesta asilo o sulle ordinanze di prostituzione come sul recentissimo Daspo urbano".

"Questi materiali sono in lingua e quando le donne vogliono approfondire i vari aspetti sia dal punto di vista giuridico che di servizi sanitari, offriamo durante l’orario diurno la possibilità di andare insieme nei servizi per effettuare la tessera sanitaria o una visita medica o approfondire la propria situazione.  Ovviamente lavoriamo in rete con i servizi del territorio, utilizzando anche gli operatori di mediazione linguistica". 

La maggior parte delle donne che esercitano attività di meretricio su strada sono straniere, in particolare di origine nigeriana, dell'Est Europa, cinesi e , in misura ridotta, anche italiane. Da qui l'importanza di agire con una serie di servizi che le metta in contatto con il territorio. 

Come reagiscono le ragazze?

"La reazione è molto positiva perchè spesso hanno una relazione azzerata con la città. Spesso hanno subito o subiscono violenza e ci vedono come amiche instaurando una relazione attraverso la quale loro possono interfacciarsi con una serie di servizi di cui altrimenti sarebbero all'oscuro. Abbiamo anche un telefono di riferimento con cui possono contattarci per i colloqui di approndimento sia per le questioni giuridiche che sanitarie".

Laddove riscontrare che il fenomeno è di sfruttamento, come agite?

"Non è il nostro primo approccio visto che dobbiamo mettere in campo soprattutto un legame di fiducia. Se le proponessimo subito una uscita dalla strada, come reazione avremmo l'allontanamento immediato e il nostro lavoro finirebbe qui. E' un aspetto che genaralmente emerge in un secondo momento, ed è a quel punto che vengono messi in campo altri tipi di aiuto".

Intanto, per festeggiare i 20 anni di attività è stata organizzata una due giorni di iniziative a Perugia, il 21 novembre novembre con una mostra ad Umbrò dal titolo Six Little Rabbit a cura del collettivo Conigli Bianchi in cui 36 artisti ridisegneranno l'immaginario dell'Hiv. Al cinema Melies giovedì 22 novembre,  spettacolo sulla prevenzione sempre a cura del gruppo ARTivisive contro la Sierofobia (ore 21.30).  E ancora, il 22 e il 23 novembre l'Unità di Strada Cabiria ospietrà a Perugia l'incontro nazionale delle altre Unità.

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