Giovanissime costrette a prostituirsi a Perugia e Città di Castello, coppia di protettori in manette

Il giro di prostituzione ha fruttato alla coppia 250mila euro: ragazze stuprate e costrette a vendersi

E' stata sventata dai carabinieri una rete di prostituzione organizzata su alcune città (Imola, Cesena, Perugia e Città di Castello) che fruttava ai due organizzatori oltre 25mila euro al mese. La base, secondo le indagini, era a Cesena dove abitavano i due conviventi rumeni (lui 40 anni, lei 30) svolgendo in apparenza una vita normale, al di sopra di ogni sospetto. Nessuno poteva immaginare, infatti, che gestissero un "giro" così ben strutturato e fruttuoso.

I Carabinieri se ne sono resi conto qualche mese fa , nello scorso settembre del 2017, quando hanno raccolto per strada una 19enne rumena che stava scappando terrorizzata. La ragazza ha raccontato di essere stata portata in Italia con l'illusione di un lavoro serio e, invece, si era ritrovata a casa di questi due conviventi che la volevano iniziare alla prostituzione. L'uomo, tra l'altro, l'aveva anche violentata per abituarla al lavoro che avrebbe dovuto fare. Da lì sono partite subito le indagini. Indagini durate qualche mese e che lunedì hanno portato in carcere, su un'ordinanza di custodia cautelare, la coppia di rumeni per i reati di sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale e autoriciclaggio di denaro. 

I due avrebbero messo in piedi, almeno da 5 anni, una vera organizzazione di prostituzione con 4 ragazze, tutte giovanissime e molto avvenenti, collocate in vari appartamenti tra Imola, Perugia e  Città di Castello. A Cesena, ogni tanto, operava la convivente del rumeno (anche lei finita in carcere) che secondo quanto ricostruito dai carabinieri avrebbe avuto una clientela molto "alta". Il fine settimana si recava a casa dei clienti per cifre non inferiori ai 500 euro.  Anche le ragazze lavoravano tutte a livelli medio alti, su appuntamento e prestazioni non inferiori ai 50 euro.

L'affitto degli appartamenti era pagato dalla coppia di rumeni che lasciavano una percentuale alle ragazze sulle prestazioni svolte. "Non operavano con minacce pesanti e violenze - ha spiegato il capitano della Compagnia dei Carabinieri di Cesena, Fabio di Benedetto - ma le tenevano in una sorta di sudditanza psicologica. Ogni tanto si presentavano a controllare la situazione e a riscuotere cercando di far capire alle ragazze che era nel loro interesse non fare le furbette e non consegnare tutti i soldi guadagnati".  A occuparsi del settore pubblicità, ovvero a curare gli annunci sui siti dedicati a questi incontri hard a pagamento ogni volta con nomi e descrizioni diverse, era la rumena, mentre lui teneva dietro a tutta la parte economica. 

E di soldi ne arrivavano veramente tanti. Ogni ragazza, secondo i flussi di denaro con la Romania ricostruiti dai Carabinieri, portava ai due sfruttatori almeno duemila euro alla settimana (10 prestazioni al giorno come media), tenendo per sé quasi la metà. In cinque anni i due rumeni hanno mandato in vari conti in Romania, coi servizi di trasferimento denaro, almeno 240 mila euro (soldi che una volta in Romania venivano utilizzati per acquisti "puliti", da qui l'accusa di riciclaggio di denaro sporco).  Se si considerano i soldi spesi per i 4 appartamenti e le spese vive, oltre a vestiti, cellulari e auto, si può intuire che il "giro" ha portato nelle tasche dei due rumeni almeno il doppio dei soldi. In casa degli arrestati e negli appartamenti delle ragazze sono stati trovati 10 mila euro in contanti, materiale porno vario e cellulari per gestire gli appuntamenti. "Attualmente i due si trovano in carcere - ha concluso il tenente Fabio Armetta, comandante del Norm dei Carabinieri - ma non è finita. Le nostre indagini, infatti, proseguono per capire se collegate alla coppia ci sono state in passato o ci sono ancora altre ragazze costrette a prostituirsi". 

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