Meredith, Mignini si appella a Roma, Amanda va in bici

I termini per la presentazione in Cassazione del ricorso alla sentenza, che ha assolto Amanda e Raffale,scadono questa settimana. Amanda, in versione dismessa, pedala a Seattle

Sarà che in tuta anche le top-model perdono fascino, ma sta di fatto che della fatale Amanda – l’americana prima condannata e poi assolta per l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia – negli ultimi scatti inversione biker c’è rimasto poco o niente.

I capelli raccolti in una coda non splendente, il pantalone della tuta largo che comunque lascia presagire che con la libertà e il ritorno a negli Usa qualche chilo sui fianchi si è accumulato, e il giacchetto di jeans anni ’80 poi tolgono il resto del fascino che questa ragazza di Seattle aveva suscitato in tanti durante il processo. Spenti i fari della ribalta, torna la banalità dell’essere quotidiano.

Ma se Amanda pedala a Seattle, anche il Pm Giuliano Mignini non è da meno: pedala verso Roma per portare il ricorso della sentenza di secondo grado, quella dell’assoluzione, direttamente in Corte di Cassazione.

I magistrati non hanno mai smesso di credere alla sua colpevolezza dopo “aver calunniato Lumumba, parlando della morte straziante di Mez nella sua camere, mentre lei era in caso tanto da sentirne le urla”.

Quella ricostruzione venne spazzata via dalla Corte d’Appello, ma non dai tabulati della Polizia che ha registrato gli interrogatori della giovane Usa. Il ricorso dovrebbe essere presentato dai Magistrati entro la settimana, già domani (martedì) potrebbe essere la volta buona della notizia. I tempi tecnici per la Corte d’Appello variano ma entro l’estate si spera di avere una sentenza.

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La Corte dovrà decidere se cadesea la richiesta dell’accusa oppure riaccendere il processo a Perugia ripartendo dal primo grado: se sarà così alla fine rischierebbe soltanto Raffaele Sollecito rimasto in Italia. Negli Usa, si sa, l’estradizione non è una Valore assoluto quandosi tratta di cittadini americani.

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