Con due coltellate mandò all'ospedale il suo giovane "rivale" in amore, scatta la prescrizione

Il processo, iniziato nel 2009, dopo una lunga serie di rinvii è arrivato alla prescrizione. L'imputazione, da tentato omicidio è stata derubricata in lesioni pluriaggravate

Una lite, un diverbio tra giovani, che improvvisamente si trasforma in un tentato omicidio. Al centro la gelosia, la rivalità, l'amore per una coetanea quella che ha per protagonisti due ragazzi (all'epoca poco più che maggiorenni) di cui uno finito in ospedale dopo essere stato accoltellato. Due volte.

Tentato omicidio, premeditazione e l'aggravante dei futili motivi: questi i reati contestati all'autore del gesto (all'epoca dei fatti 18enne), ma l’imputazione è stata derubricata in lesioni pluriaggravate ed oggi in camera di consiglio è stato emesso il verdetto: “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”. La parte civile (avvocato Annalisa Rosi Cappellani del foro di Perugia) ha invece sempre sostenuto la tesi della premeditazione-anche per via dell'arma semi confezionata artigianalmente- ed ha ottenuto il risarcimento da parte dell'imputato. 

 Furono i militari a ritrovare la lama, il manico di plastica e la custodia creata artigianalmente "con stoffa avvolta a modo di tubolare fermata con un nastro adesivo", nell'adiacente area verde a dove avvenne l'aggressione e a pochi centimetri di distanza l'uno dall'altra. 

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I fatti risalgono al 2009; il diciotenne colpì il ragazzo con un coltello con lama da 20cm (e larga 3.5 cm) prima alle spalle e poi al petto, provocandogli il collasso di un polmone, nei pressi di un pub nella periferia perugina dove i due si erano incontrati. Già nel pomeriggio tra i due era nato un diverbio: dopo l'aggressione, la corsa in ospedale e la diagnosi: "pneumotorace sinistro ed enfisema sottocutaneo da ferita da punta e taglio alla spalla sinistra". L'imputato scontò 5 mesi tra carcere e arresti domiciliari. 

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