Distillerie Di Lorenzo, l'azienda contro la Procura: "Accuse senza fondamento"

I carabinieri del Noe hanno consegnato gli avvisi di garanzia: le accuse sono truffa aggravata e inquinamento. L'azienda: "Sulle emissioni il Tar ci ha già dato ragione"

“Accuse senza fondamento da parte della Procura di Perugia” e un'ipotesi inquinamento “già chiarita dal Tar dell'Umbria”. La Distillerie Di Lorenzo di Ponte Valleceppi respinge “con forza” le accuse formulate durante le indagini preliminari dalla Procura della Repubblica di Perugia: truffa aggravata e inquinamento. I carabinieri del Noe hanno notificato quattro avvisi di garanzia e sequestrato in equivalente 3.5 milioni di euro. Ma le accuse, dicono dall'azienda, “le consideriamo prive di fondamento”.

Andiamo con ordine. E partiamo dalla truffa aggravata da 3,5 milioni di euro: “Per quanto riguarda l’ipotesi, e si sottolinea la parola ipotesi, mossa dai magistrati di una presunta frode ai danni del “Gestore dei servizi energetici”, che ipotizza un’indebita percezione di contributo, questa teoria muove da un’erronea prospettiva tecnica che ha viziato la successiva determinazione”. Perché, ribadisce l'azienda di Ponte Valleceppi, “nella fornitura di energia elettrica generata dall’impianto di biogas, che sfrutta “la digestione” dei residui di lavorazione, in forza all’azienda da qualche anno, la società “Distillerie Di Lorenzo” si è mossa sempre nel pieno rispetto delle regole e delle leggi vigenti”. Quindi? L’azienda “ribadisce la propria estraneità a tutte le accuse ed è pronta a provarlo nelle opportune sedi”.

Poi c'è la questione dell'inquinamento e delle emissioni fuorilegge. Un capitolo chiuso, secondo l'azienda, e già chiarito dal Tar: “I superamenti – scrive la Distillerie Di Lorenzo - erano stati già oggetto di una sentenza “civile” da parte del Tribunale amministrativo regionale (Sezione prima) nel settembre del 2016. In questa sentenza il Tar dell’Umbria aveva condannato Arpa e Regione Umbria al pagamento delle spese legali (pari a 2mila euro) e annullato il provvedimento di sospensione delle attività adottato in precedenza”. Nella sentenza il Tar, scrive ancora l'azienda, “aveva anche stabilito che i micro superamenti non creavano “un pericolo concreto per la salute pubblica e per l’ambiente”. Per questa ragione la “Distilleria Di Lorenzo” è stupita della scelta della Procura di procedere, in sede penale, su un’ipotesi di reato già ampiamente dibattuta e chiarita”. Giusto per essere ancora più chiari, da Ponte Vallecceppi tornano indietro nel tempo: “Il contenzioso – scrivono - era scaturito a seguito di brevissimi superamenti, in alcune fasce orarie, dei valori limite delle emissioni dovute a fattori esterni, come micro interruzioni di energia elettrica da parte del gestore nazionale. Nonostante la media giornaliera di emissione fosse abbondantemente inferiore al limite imposto dall'amministrazione, era scattato il provvedimento di sospensione delle attività”. Intanto, però, gli avvisi di garanzia ci sono. E sono stati notificati. Così come il maxi sequestro.

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