Scuola e disagi. "Un primo giorno di scuola da incubo: che strazio la solitudine di mio figlio disabile senza nessun sostegno"

La storia di una mamma, raccontata senza filtri e in prima persona, costretta a non mandare più il figlio a scuola se non potrà essere messo nelle condizioni di frequentare le lezioni alla pari degli altri compagni. Accade a Ponte San Giovanni

Perugiatoday.it è un giornale online che non pubblica solo le notizie filtrate dai propri giornalisti. Ma da sei anni a questa parte, essendo un punto di riferimento per una vasta comunità umbra, pubblica le storie - senza filtri - dei lettori che denunciano disagi, sofferenze e anche mancanze da parte delle istituzioni. Abbiamo ascoltato questa mamma di Perugia che da anni lotta per il diritto allo studio di suo figlio disabile. La scuola dell'obbligo è fatta anche di questi ragazzi che non possono essere lasciati per ore senza sostegno diventando studenti di serie B. II dirigente scolastico, il provveditorato e il sistema sanitario devono dare risposte quanto prima a questa mamma e a questo bimbo. Noi vigileremo. Ecco la storia.

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Sono mamma di un bambino di 6 anni.
Come per ogni mamma il primo giorno di scuola del proprio figlio dovrebbe essere momento di gioia ed emozione. Per me non lo è stato. Mio figlio è disabile riconosciuto sordo e con una invalidità non rivisionabile. Comunica solo attraverso la lingua dei segni che da 2 anni a questa parte è stata inserita nel suo mondo e nel mio. Da inizio maggio è stata fatta richiesta del sostegno e di un interprete che ha sempre avuto anche alla materna.

Ancora ad oggi che la scuola è iniziata non c'è nulla di tutto ciò. Mio figlio si ritrova solo in classe con un l'insegnante di ruolo, quella principale che non conosce nessun tipo di segno e non capisce nulla di ciò che avviene attorno. Abbiamo chiesto un aumento di ore per l'interprete della lingua dei segni e non abbiamo avuto risposte. Dico abbiamo perché collaboro da anni con il centro usl  ex grocco in quanto mio  figlio è seguito da una neuropsichiatra e da una logopedista (fa logopedia 3 volte a sett).,

Sono indignata perché mi chiedo come sia possibile che la scuola non abbia dato ancora il via per far partire queste persone in modo che mio figlio possa essere e sentirsi alla pari degli altri. Sono indignata e delusa e fortemente triste nel vedere mio figlio che viene messo in questa condizione. Da domani ho detto che mio figlio rimarrà a casa. La scuola è la G Mazzini di Ponte San Giovanni.

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