Fa discutere ordinanza anti-prostituzione: "Atteggiamento da Questura anni '50"

Ai radicali di Perugia non piace la decisione di multare i clienti con 450 euro di verbale in caso di "fermata" da una prostituta. Per i "pannelliani" di casa nostra la prostituzione si batte con "case di fuga" e borse lavoro per togliere le schiave dalla strada

"La recente, nuova, ordinanza del sindaco di Perugia vieta ai clienti delle prostitute di intrattenersi in alcune vie della città e di fatto vieta, nelle stesse, l’attività di meretricio. Intrisa di moralismo insopportabile e scritta con un linguaggio tipico delle questure degli anni Cinquanta": l'attacco porta la firma dei Radicaliperugia - Andrea Maori e Michele Guaitini - che hanno bollato l’ordinanza in vigore dal primo maggio come "una scorciatoia proibizionista che mira ad eliminare la prostituzione per strada: obiettivo impossibile da raggiungere che avrà la conseguenza di spostare il problema da una zona ad un’altra e di non risolvere il problema della criminalità, laddove esiste". Per i radicali la prostituzione va regolarizzata ma l’esperienza di questi anni "dimostra che i risultati – di fronte alle aspettative – non si sono ancora visti, pur avendo investito soldi dello stato nelle retate, con mezzi e uomini della polizia e dei carabinieri . Per noi quindi c’è poco da illudersi che qualcosa cambierà, se poi questi sono i metodi che ad ogni cambio di stagione vengono riproposti".

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I Radicaliperugia rilanciano invece la loro ricetta già sottoposta senza fortuna all'amministrazione comunale: "Con una petizione, nel 2012 chiedevano di  potenziare i servizi di riduzione del danno già in corso, con il rafforzamento delle unità di strada e di bassa soglia per assistenza a tossicodipendenti e prostitute potenziamento dei fondi a favore delle “case di fuga” e reintegrazione delle borse lavoro al fine di un reinserimento lavorativo e il superamento delle ordinanze proibizioniste emanate dalla Giunta Boccali. La petizione, dichiarata ammissibile, è stata poi respinta senza motivi particolare. Anche su questa vicenda si misura una mancanza di progettualità generale della città".

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