Omicidio Pietrafitta, "Quell'uomo era pericoloso e violento"

P.C. patrigno e assassino reo confesso del povero 17enne, ha 59 anni, di professione camionista ma era disoccupato da tempo. Ecco il profilo dell'uomo accusato di omicidio volontario

Il patrigno reo confesso, P.C., di mestiere avrebbe fatto il camionista. Di fatto però era da tempo che lavorava saltuariamente. E negli ultimi mesi aveva praticamente anche rifiutato altre occupazione. "Non era certo quello che si dice un lavoratore": ripetono a Pietrafitta dopo la tragedia di cui si è macchiato le mani. L'assassino è un omone molto forte fisicamente anche se certamente non altissimo. In molti cercavano di evitarlo per il suo caratteraccio e per quel suo essere padre-padrone, marito-padrone.

"La moglie era praticamente succube. Una volta in gita ha ammesso che non poteva più di tanto divertirsi perchè se lo avesse saputo lui (il marito) sarebbero state botte una volta tornata a casa". Un passato fatto di separazioni, divorzi e convivenze con altre donne: non solo padre del fratellino di 8 anni della vittima, ma anche già nonno grazie a figli avuti negli anni precedenti. Negli ultimi tempi si era rivolto alla Caritas e a piccoli prestiti per tirare avanti.

Da pochi giorni la moglie aveva trovato lavoro in un locale (si parla di un ristorante) a Perugia. Ma quella sicurezza economica piccola ma importante non aveva placato la rabbia dell'uomo. Il movente dell'omicidio lo ha dato direttamente P.C. agli uomini del Tenente dell'Arma Mario Milillo di Città della Pieve: "Mi aveva fatto portare via anche mio figlio in quella maledetta casa famiglia". 

IL FATTO- Un ragazzo di 17 anni, residente a Pietrafitta è morto dopo essere stato colpito dal patrigno con un mattarello di legno. La vicenda ha scosso l'intera cittadina, considerato che il ragazzo era ben inserito in comunità.

IL PROFILO DEL PATRIGNO- La figura dell'uomo arrestato per l'omicidio volontario del 17enne, raccontata da vicini di casa e conoscenti di quella famiglia di Pietrafitta in profonda difficoltà.

LE VOCI DI AMICI E CONOSCENTI- Il ritratto della giovane vittima di 17 anni, fatto da amici e conoscenti, grazie alle dichiarazioni raccolte dalla nostra redazione sulle tante persone accorse davanti la villetta della tragedia.

L'ARRESTO E LA CONFESSIONE- P.C. patrigno della giovane vittima, nonchè convivente della madre è stato subito fermato ed interrogato dai carabinieri e dagli inquirenti. Dopo la sua confessione e i rilievi del caso l'uomo è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario.

I PROBLEMI IN FAMIGLIA- Dalle indiscrezioni raccolte dalla redazione di Perugia Today a Pietrafitta sembrerebbe che la vittima, un 17enne di origini rumene, avrebbe lasciato la casa dove viveva con la madre per trasferirsi in una casa famiglia proprio nel pomeriggio di venerdì, poco prima della tragedia.

IL RICORDO DEL SACERDOTE- Con il passare delle ore, la notizia si è diffusa in paese e tra le voci raccolte dai giornalisti, anche quella del sacerdote, Don Fabrizio che ricorda la vittima come un ragazzo "dolce e sensibile Ragazzo 17enne ucciso di botte a Pietrafitta:dichiarazioni sacerdote
pur con le difficoltà legate ai problemi in famiglia, ma non introverso. Sono spiazzato"; ha commentato il sacerdote, che subito dopo il dramma, ha raggiunto l'abitazione
dove è avvenuta la tragedia.

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LE PAROLE DEL SINDACO DI PIEGARO- Anche il sindaco di Piegaro, Andrea Caporali, raggiunto dalla nostra redazione ha voluto dire la sua sul grave fatto di cronaca che sta riguardando la sua città. Il primo cittadino afferma che la famiglia era seguita dagli assistenti sociali del comune, che proprio in questo periodo stavano valutando l'ipotesi di dare in affidamento temporaneo i due minori presenti nell'abitazione.

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