Dall'abbandono alla rinascita, nuova vita per Piaggia Colombata: il Sindaco incontra i cittadini

Il sindaco promette, a una delegazione di cittadini, di restituire dignità alla Piaggia Colombata

Il sindaco (affiancato dal consigliere Otello Numerini) promette: “Sistemeremo la piaggia Colombata, utilizzando la sinergia fra aree verdi e cantiere comunale”. Impegno solennemente assunto incontrando, la settimana scorsa, una delegazione capeggiata dal presidente dell’Associazione Porta Santa Susanna, Galeno Scattini, più alcuni residenti di via della Sposa e il tecnico Oliviero Fusini, autore di una interessante relazione tecnica. Colombata: zona abbandonata da Dio e dagli uomini (tranne quelli che ci vanno a parcheggiare).

Numerosi gli impegni prospettati a far capo da settembre. Risistemazione delle scalette, letteralmente a pezzi, rifacimento dei cordoli, nuova bitumazione, rifacimento scoli acqua e griglie, posizionamento di un dissuasore fra via Checchi e via Maturanzio, con riserva di posti per i residenti. Se son rose…

Un po’ di storia. Ci fu un tempo in cui la Colombata era la “curta” per arrivare a Fontivegge e dirigersi verso il Lago. Analoga funzione a quella svolta da San Prospero, dal Cavallaccio e dal Bucaccio (tutti questi suffissi “accio” si riferiscono alla forte pendenza, resa in perugino col termine “piaggia”). Peraltro la Colombata adduce oggi alla trafficatissima via Ruggero d’Andreotto.

L’inizio della Colombata è di tutto rispetto. Infatti si snoda nel quartiere di Porta Santa Susanna, a far capo dalla medievale Porta di Sant’Andrea, e relativa chiesa parrocchiale, sotto via della Sposa. Uno degli scorci più belli della città. Comincia con delle scalette a fianco del primo liberty perugino, costituito dal villino Vajani-Levy o Villa Labor dell’architetto Giuseppe Marrani in viale Antinori. Sulla sinistra si lascia l’accesso alla piscina comunale e al palazzetto dello sport del Pellini. Dopo le scalette, si distende una ripida strada asfaltata, oggi impercorribile ed esclusivamente utilizzata come parcheggio.

Le auto sono disposte disordinatamente sui due lati, tra una serie ininterrotta di buche e avvallamenti, che sarebbe più corretto definire crateri. Molti superano la profondità di 20 centimetri, tanto che nella disposizione dei veicoli in sosta si segue l’unico criterio di evitare le buche. Operazione di fatto impossibile. Sono anni che non una palata di asfalto viene gettata sul piano stradale a colmare le cavità. L’ultimo lavoro, effettuato all’intersezione con via Checchi, è stata la realizzazione, con cordoli prefabbricati, di alcuni alloggiamenti per cassonetti dell’immondezza.

Poco sopra, dove c’è oggi la piscina, cominciava il cosiddetto “campo del Cavaliere”, proprietà di un signore che, durante la “battaglia del grano”, fu insignito dal Duce (in modo rocambolesco) del cavalierato. Ne resta una bella casa sulla sinistra, ormai in abbandono. Ma, oggi, l’offesa al luogo è veramente intollerabile. Difatti le scarpate ai bordi della strada sono una discarica, con sporcizie disseminate ovunque.

La vegetazione cresce in modo disordinato, l’erba è alta, l’insieme offre un’immagine di degrado e trascuratezza. E dire che nella parte bassa della Piaggia si trova, con la sua bella facciata bianca e rosa, la chiesa di Santa Maria della Colombata. Risale al XIII secolo e contiene la più bella delle Trinità triandriche conservate in città (e al mondo).

Rispetto all’incuria del nostro tempo,  è certo che i perugini, fin dall’antichità, si dettero da fare per sistemare questa strada. Il nome Colombata significa infatti “colmata”, dal latino tardo “plagia culmata”, in relazione ai lavori di riempimento e selciatura effettuati nel XII secolo. In fondo, la stessa operazione da compiere anche oggi: colmando, appunto, quella congerie di cavità che ne fanno un autentico percorso a ostacoli.

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