C'è un farmaco che guarisce il 90% dei pazienti, ma costa troppo e si dà solo in alcuni casi...

Tiene banco a Perugia la somministrazione dei nuovi farmaci per salvare vite dalle varie forme di epatite. Il Comune chiede alla Regione di intervenire per sbloccare questa situazione. I costi della terapia e gli effetti sui pazienti

Il farmaco fa bene, guarisce ma è troppo costoso per le casse pubbliche della sanità umbra e nazionale. Quindi può essere dato solo nei casi più gravi. Per sbloccare la situazione ci vuole una forte pressione da parte dei pazienti, dei Comuni e delle Regioni, in primis l'Umbria. E' questa la situazione ufficiale per la somministrazione dei nuovi farmaci per curare le forme più gravi di epatite. Una terapia completa arriva a costare fino a 40mila euro a paziente. 

E nella sola Umbria si stimano 8mila pazienti di Epatite C, di cui circa 1500 di cirrosi da epatite C. E' quindi una delle prime prime malattie croniche su cui intervenire. Tutti questi dati sono emersi in commissione a Palazzo dei Priori dove si è approndito l'ordine del giorno del consigliere Camicia sulle cure dell’epatite C, che al termine è stato approvato con 5 voti a favore e l’astensione della consigliera Mori.

Alla seduta hanno partecipato anche il consigliere regionale Solinas (medico e presidente commissione sanità) e la dottoressa Morelli: “In Umbria sono stati trattati circa 400 casi di epatite cronica e circa 300 si stima che debbano essere trattati entro fine anno. L’efficacia di questi nuovi farmaci consente la guarigione in oltre il 90% dei casi, ma che hanno un costo elevatissimo". 

I due esperti hanno anche sottolineato come le istituzioni, i direttori sanitari e gli stessi medici abbiano le mani legate, dal momento che l’AIFA impone di utilizzare tali farmaci –il cui costo si aggira intorno ai 40mila euro - prioritariamente per i pazienti più gravi, quando forse potrebbero essere utilizzati per debellare la malattia fermandola nei pazienti che ancora possono evolvere.

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Buone notizie arrivano invece sul fronte dei macchinari relativi all'epatite: il vecchio Fibroscan è stato sostituito da uno nuovo che dovrebbe arrivare a breve ma nel frattempo se ne sta utilizzando un altro, con turni di lavoro ampi per arrivare in breve tempo all’abbattimento delle liste di attesa. Da parte dei consiglieri Pietrelli e Giaffreda è arrivato l’invito al consigliere regionale a farsi carico di sollecitare, attraverso l’assessore e la stessa presidente Marini, un’azione più incisiva a livello di governo perché è una questione che non riguarda solo la nostra regione.

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