L'OPINIONE Quel tunnel dal Bulagaio a San Galigano non s'ha da fare: tutti i rischi...

"Porterebbe solo danni incalcolabili e conseguenze di instablità a carico degli edifici soprastanti"

Quel tunnel dal Bulagaio a San Galigano porterebbe solo danni spaventosi e conseguenze incalcolabili. Non lo dicono persone pregiudizialmente contrarie, ma lo documentano inequivocabilmente le rilevate criticità di ordine idrogeologico e archeologico che interessano la zona.

I precedenti. Solo qualche anno fa, fu bloccata la realizzazione del palazzetto dello sport che doveva sorgere a valle della scuola Leonardo da Vinci, nell’area oggi Parco. Residenti ed esperti si opposero alla cementificazione della zona, non perché mossi da una pulsione di tipo ecologista, ma perché sussistono elementi ostativi inconfutabili.

Le perizie geognostiche. All’epoca, si produssero perizie geognostiche, effettuate da studi professionali di riconosciuta autorità. I geologi dissero: “Qui sotto c’è acqua a pochi metri”. Ed è proprio così. La zona è ricchissima di acque, tanto che basta infilare un tubo in terra per veder zampillare acqua. Gli orti dei pensionati vengono annaffiati con questo metodo di pozzo artesiano a buon mercato.

Quando la toponomastica viene in aiuto. Non è un caso – si dice – che nomi come “via delle Sorgenti”, “Fosso di San Galigano” evochino la presenza di acque sotterranee o rese tali da una dissennata canalizzazione. In più occasioni abbiamo visto queste acque rifiorire e sommergere edifici, a lato di via Fratelli Purgotti, fino all’altezza del terzo piano.

E le antiche Terme. È ancora visibile l’edificio (oggi sede di un noto ristorante, Le Terme, appunto) che accoglieva gli utenti delle terapie termali. Per non parlare del night club, chiuso qualche anno fa, anch’esso denominato “Le Terme”. È anche noto che alla Conca esistevano le terme romane, testimoniate dal Mosaico di Orfeo dentro l’università. La Fonte dei Tintori – oggi in restauro – si alimentava naturalmente. Dalla Conca, tuttora, l’acqua scorre a rocchio. Ignorarlo è colpevole.

Il Comune riconobbe le ragioni del Comitato contro l’ecomostro-Palazzetto e… innestò la retromarcia. All’epoca del costruendo palazzetto, la protesta fu tanto forte e motivata che il Comune dovette fare marcia indietro e stornare quei soldi per costruire l’attuale palazzetto dello Sport di San Marco. La storia di ieri… e dell’altroieri fra liti legali e dissesti idrogeologici. In via Torelli le acque sono state parzialmente incanalate ma un edificio, proprio sotto il parco, si muoveva. Ci fu una contesa legale tra l’impresa costruttrice e il condominio. Per evitare lo scivolamento a valle dell’edificio, fu necessario palificare con pozzi costosissimi, a decine di metri di profondità. Fognature che non reggono. Fra via Torelli e via delle Sorgenti è crollata più volte la fognatura perché le acque hanno sottratto terreno d’appoggio alle tubazioni. 

Si sono spesi soldi a iosa e, malgrado gli accorgimenti presi, ogni tanto ci risiamo. Via Torelli, verso l’ex edicola Cenerini, ogni tanto vede aprirsi una voragine, sulla strada e sul marciapiedi: acqua sotterranea che sottrae terreno di appoggio! Archeologia e Necropoli. Si dovrebbe sapere che la necropoli di San Galigano ha fornito frutti consistenti. Numerosi reperti stavano sotto l’attuale parco Onaosi. La strepitosa tomba dei Cacni è stata repertata proprio vicino alla Leonardo da Vinci. Si è parlato della più grande e preziosa scoperta archeologica mai avvenuta. Ma c’era anche la necropoli servile adiacente, scoperta e studiata da Luana Cenciaioli. Insomma: le necropoli venute alla luce sono numerose. E altre ce ne devono essere.

E il Bulagaio? Non è bastata la recente esperienza della frana di Viale Sant’Antonio, con cui la prima giunta Romizi, appena insediata, ebbe a misurarsi? È semplicemente colpevole ignorare che il Bulagaio è un “butto” sul quale, nei secoli, si sono accumulati scarti e immondezze? Quale solidità può avere,
tanto da essere scavato?

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