La strage autorizzata degli scoiattoli grigi continua: "Lo facciamo per i nostri boschi"

Lo scoiattolo grigio starebbe facendo scomparire quello rosso europee e inoltre sarebbe dannoso per i nostri boschi.  Da qui il costoso progetto di soppressione a Perugia e in Umbria. Il bilancio e i motivi di una strage

Lo sterminio dello scoiattolo grigio - non autoctono e proveniente dal continente americano - non si arresta nonostante le proteste dei cittadini (c'è chi si opposto a mettere le gabbie nei propri giardini a Perugia), delle associazioni animaliste e di quei movimenti politici che hanno considerato una follia finanziare un progetto di eradicazione per oltre un milione di euro. I vertici di U-SAVEREDS hanno effettuato una conferenza stampa per ribadire perchè bisogna collaborare e continuare lo sterminio dello scoiattolo grigio che in Umbria avrebbe toccato quota 1.500 animaletti. Lo scoiattolo grigio starebbe facendo scomparire quello rosso europee e inoltre sarebbe dannoso per i nostri boschi.  

“E' evidente - ha spiegato Valentina La Morgia dell'ISPRA - l'inversione della proporzione tra le due specie con una forte probabilità di estinzione per la specie autoctona. In questo scenario e senza nessun intervento, per altro oggi obbligatorio per legge, forti sarebbero i danni per l'ecosistema dell'Appennino umbro con una grave perdita per la biodiversità. Lo scoiattolo rosso svolge, tra le altre, una funzione importantissima per la rigenerazione e la conservazione dei nostri boschi, cosa che la specie americana non fa. Da tenere in considerazione ci sono anche i danni economici legati all'espansione dello scoiattolo grigio che potrebbe causare danni ad alcune coltivazioni.

Il Progetto, che ha una durata di 4 anni (ottobre 2014-ottobre 2018), adesso prevede una fase informativa sul tema della difesa della biodiversità e, in seguito, la fase gestionale finalizzata alla rimozione degli scoiattoli grigi, tramite sterilizzazione, trasferimento in altre aree e soppressione eutanasica indolore"

I dati
Lo scoiattolo grigio ha una presenza massiccia in Umbria, dove i primi rilasci sono avvenuti intorno al 2000. Tuttavia fino al 2009 la sua presenza è rimasta sconosciuta alla comunità scientifica e alle istituzioni e, in questo gap temporale, la specie si è espansa fino ad interessare un'area di almeno 50 Km2, che comprende gran parte dell'area urbana di Perugia, mettendo già a rischio la sopravvivenza dello scoiattolo rosso autoctono in diverse di queste aree.

La normativa
Fermare le specie alloctone invasive è una delle misure urgenti adottate dall'Unione europea per raggiungere gli obiettivi 2020 fissati dalla Strategia europea per fermare la perdita di biodiversità. Una risposta attesa da tempo dalla comunità scientifica e dai principali organismi europei che si occupano di conservazione della natura (IUCN Europe, WWF Europe, BirdLife Europe, EEB) che nel 2014 hanno accolto con favore l'adozione del Regolamento UE 1143/2014 sulla prevenzione e gestione dell'introduzione e diffusione delle specie alloctone invasive (IAS) e di cui la lista delle specie è il primo passo. La ricaduta pratica di questa lista è il divieto, a livello europeo, di possesso, allevamento, trasporto e commercializzazione, con la previsione di severi controlli e l’eradicazione di queste 37 specie di flora e fauna, tra cui vi sono il gambero rosso della Lousiana, lo scoiattolo grigio e la nutria sudamericana.


 

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