Detenuto a Perugia cerca di fregare la polizia per non essere rimpatriato: beccato

Dice agli agenti di essere Georgiano, ma non è vero: identificato e rispedito in Grecia dal porto di Ancona

Al porto di Ancona lo conoscono bene e lì la polizia lo ha arrestato per favoreggiamento dell'Immigrazione clandestina due anni e mezzo fa con le generalità di un cittadino della Georgia.

Un anno fa l’uomo era stato trasferito al Carcere di Capanne di Perugia. Avvicinandosi la data della sua scarcerazione l’Ufficio Immigrazione, diretto dal Vice Questore Aggiunto Maria Rosaria De Luca, ha avviato le procedure per il suo rimpatrio, ma lo straniero si è opposto  dichiarandosi georgiano. Le autorità consolari di Tblisi, dal canto loro, si oppongono al suo trasferimento in quel Paese perché non censito tra i propri cittadini.

Gli agenti dell’Ufficio Immigrazione allora si mettono alla ricerca di qualche indizio e scoprono che al momento dell’arresto parlava bene in greco. I riscontri con le autorità greche sono positivi e si accerta la sua reale identità e nazionalità.

L’uscita dal carcere di Perugia per fine pena è coincisa con il suo rimpatrio in Grecia; per ironia della sorte proprio imbarcandosi al porto di Ancona, luogo dove si era interrotta la sua carriera criminale.

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