Perugia, si prostituivano al Pantano e al Percorso Verde: tre donne cacciate dalla città

I servizi della Squadra Mobile hanno accertato che le prostitute si recano sul “posto di lavoro” con mezzi pubblici o a piedi, senza accompagnatori di sorta, come invece avviene per donne dedite alla stessa attività ma di diversa etnia, rincasando in appartamenti nella zona di Fontivegge

Nella giornata di mercoledì 30 settembre gli agenti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Perugia, diretti dal vice questore aggiunto Maria Rosaria De Luca, hanno eseguito tre espulsioni con trasferimento immediato ad un C.I.E., nell’ambito di servizi antiprostituzione, disposti dal Questore Carmelo Gugliotta, per contrastare “il fenomeno della prostituzione su strada gestita da consorterie malavitose di matrice centrafricana”.

L’attività, spiegano dalla Questura, è stata avviata con appositi servizi di  “monitoraggio” del fenomeno a Perugia della prostituzione nigeriana “su strada” nelle  zone del “Pantano”, in orari diurni,  e al “Percorso Verde”  nelle ore notturne. I servizi della Squadra Mobile hanno accertato che le prostitute si recano sul “posto di lavoro” con mezzi pubblici o a piedi, senza accompagnatori di sorta, come invece avviene per donne dedite alla stessa attività ma di diversa etnia, rincasando in appartamenti nella zona di Fontivegge.

All’alba di ieri, mercoledì 31 settembre, il blitz. All’interno dell’appartamento gli agenti hanno trovato 5 persone di origine nigeriana: un uomo ed una donna con regolare permesso di soggiorno, a Perugia da diverso tempo, e tre donne connazionali “chiaramente ed evidentemente dedite alla prostituzione in strada”. In ordine: una del 1965, proveniente dalla Liberia ed in Italia dal 2004, dichiaratasi “parrucchiera”, con precedenti per prostituzione in molte città del Nord Italia; una seconda donna, nigeriana e giovanissima del 1995, ha dichiarato di essere partita dalla Nigeria lo scorso agosto su un carro di bestiame fino alle coste della Libia, poi su un’imbarcazione e poi, giunta a Lampedusa, sarebbe stata trasportata a Perugia, dove avrebbe trovato ospitalità presso connazionali; una terza giovane, irregolare, nigeriana del 1984, sarebbe giunta a Perugia, sempre tramite la Libia ed un viaggio in barca fino a Lampedusa, tre anni fa per poi finire in città.

All’interno dell’appartamento sono state trovate diverse schede telefoniche, denaro in contante e “tutto l’occorrente per il meretricio su strada”. Proseguono gli accertamenti degli investigatori finalizzati ad accertare eventuali episodi di sfruttamento della prostituzione. Le donne in serata sono state scortate ad un C.I.E. per essere rimpariate nei prossimi giorni.

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