Perugia capitale italiana della protesta contro la mattanza dei delfini in Giappone

Perugia, insieme a Milano, sarà in prima linea contro lo sfruttamento dei delfini (uniche due città in Italia dove si terra la protesta). La mattanza prenderà il via in Giappone dal primo settembre. Proteste in tutto il mondo

Attivisti locali stanno organizzando a Perugia per la prima volta il primo Japan Dolphins Day (JDD), una giornata di protesta pacifica che si terra’ lo stesso giorno, il 31 di agosto, con presidi e manifestazioni organizzati in tutto il mondo, per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della cattivita’ dei delfini e per marcare il primo di settembre, data di riapertura della stagione di pesca al delfino in Giappone (ampiamente descritta nel bellissimo documentario premio Oscar ‘The Cove’). Il presidio sarà in Piazza della Repubblica dalle 18 del 31 agosto.

Perugia, insieme a Milano, sarà in prima linea contro lo sfruttamento dei delfini (uniche due città in Italia dove si terra la protesta). JDD crea un’unica voce collettiva a livello globale che dice no alla pesca e alla cattivita’ dei mammiferi marini e all’industria dei delfinari, che da tutto ciò trae profitto. 

JDD vuole creare pressione sul governo Giapponese per rendere illegale e porre fine una volta per tutte all’attuale pratica di cattura e crudele uccisione dei delfini in posti come Taiji, Giappone. I delfini e le orche sono creature estremamente sociali ed intelligenti. In alcuni Paesi come l'India la cattività di questi magnifici animali e' stata messa al bando completamente, in quanto considerati 'a non human person' (una persona non umana) e quindi aventi pieno diritto ad una vita in libertà. 

Al contrario altri governi, come quello giapponese, continuano invece a restare fermi di fronte al progresso, permettendo la caccia alla balena e le stragi di delfini in posti come Taiji. Ogni anno nelle acque di Taiji in Giappone passano migliaia di delfini in quanto si trova lungo una rotta migratoria. Ogni anno pescatori specializzati si radunano e legalmente uccidono selvaggiamente a colpi di arpione migliaia di delfini per scopi alimentari, nonostante la carne di delfino contenga così tanto mercurio da essere 'tossica' per l'uomo (contiene infatti fino a 20 volte la concentrazione massima di mercurio accettata dall' Organizzazione Mondiale Per La Sanità per cibi a consumo umano). 

Nel periodo che va da settembre ad aprile Taiji diviene un vero e proprio inferno per i delfini... tanto che i più fortunati verrano separati dal loro branco (che e' una vera e propria famiglia) e selezionati per la cattura e rivendita ai delfinari di tutto il mondo. Un esemplare di delfino catturato in mare, viene poi venduto dai pescatori ai delfinari per circa centomila Euro e viene spedito in ogni angolo del pianeta per essere condannato ad una vita (breve) di prigionia nella vasca di un delfinario, a fare cose a lui estranee, con altri esemplari che non conosce, in un ambiente che nel migliore dei casi nemmeno lontanamente ricorda il mare, con suoni per lui insopportabili (i delfini si orientano con l’eco locazione, hanno un udito iper-sensibile, gli applausi e le grida del pubblico o la musica ad alto volume degli spettacoli hanno un effetto devastante su di loro) e tutto questo a scopo di intrattenimento. Vivere in una vasca di un delfinario e' deleterio per loro, sotto tanti punti di vista, lo dicono i massimi esperti mondiali in materia. Delfini ed orche in cattività sono depressi, hanno vite brevi e tormentate da malattie e problemi psicologici. 

‪#‎JDD2014‬ e’ una giornata che ha il potenziale per impattare in modo significativo sull’opinione pubblica, allo scopo di far accrescere la conoscenza a livello globale riguardo le atrocita’ legate alla cattivita’ dei delfini, che alimenta e di fatto mantiene in piedi posti come Taiji. L’iniziativa JDD a livello globale e’ ideata e patrocinata da Ric O’Barry, il noto attivista Americano, direttore della campagna Save Japan Dolphins presso l’Earth Island Institute in America e fondatore del movimento JDD, che ci ricorda lo slogan di quest’anno: “Liberate, then Celebrate: A New Era for Dolphin Compassion.” (Liberare e poi celebrare: una nuova era nella compassione per i delfini.) 

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