Follia al Pronto Soccorso, messo ko infermiere, il personale insorge: "Capita spesso, servono nuove assunzioni"

La denuncia del sindacato: al Pronto Soccorso operatori sanitari presi di mira come i controllori di bus e treni. Centri di prima emergenza sottorganico

“L’aggressione subita da un infermiere al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia è un fatto purtroppo non nuovo, ma del tutto intollerabile”:   la conferma del difficile clima che vivono gli operatori sanitari che operano al Pronto Soccorso arriva direttamente dalla sindacalista della Cgl  Cazzaniga.  Aggressioni spesso a parole, minacce di morte fino ad arriva a pugni e calci. Le file, i tempi di attesa per codici minori, spesso fanno saltare i nervi ai più esagitati. Ubriachi e persone sotto effetto di sostanze spesso devono essere placati conl'intervento degli agenti di polizia. Un po' quello che accade quasi tutti i giorni sui treni regionali e sui bus a Perugia dove i controllori vengono presi di mira da chi non vuole pagare il biglietto.

 “Condanniamo fermamente l’episodio ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà al lavoratore, colpevole di aver semplicemente chiesto qualche minuto di pazienza ad un familiare che gli chiedeva informazioni su un ricoverato. Oltre a punire il colpevole della violenza - continua Cazzaniga - crediamo che sia necessario aprire una riflessione sul fatto che gli operatori della sanità ed in particolare quelli dell’emergenza sono sempre più sottoposti a pressioni e rischi, anche a causa di un ormai cronico sottodimensionamento del personale".

Il flusso costante delle richieste di prima emergenza purtroppo cozza con lo scarso personale medico ed infermieristico a disposizione. Per il sindacato è necessario dunque assumere più persone.  "Anche in vista della stagione delle ferie estive - aggiunge la segretaria - abbiamo già chiesto come Fp Cgil l’apertura di un confronto con le aziende sanitarie del territorio, sottolineando che in questo quadro già complicato il blocco dei concorsi non aiuta. Noi pensiamo - conclude Cazzaniga - che nella massima trasparenza e nel severo rispetto delle regole i concorsi vadano fatti al più presto”. Il blocco dei concorsi è scattato anche dopo l'inchiesta di Sanitopoli per la quale è caduta la Giunta regionale della Marini ed è stata commissariata  l'azienda ospedaliera.                                                                                   

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