I migranti potrebbero lasciare P.Felcino per restituire ai cittadini e ai turisti l'Ostello

Il dibattito in commissione e poi in consiglio comunale. Gli uffici comunali, convocati dai consiglieri comunali, annunciano controlli sullo stato dei locali concessi ad Arci per la gestione migranti. Convocati responsabili Prefettura e Questura per fare il punto

L'ostello di Ponte Felcino "Villa Giardino", dopo il restauro dell'immobile pubblico avvenuto tra il 2000 e il 2003, era diventato un punto di riferimento per tutto il territorio: un punto di aggregazione per i cittadini e le associazioni oltre che fonte di promozione turistica e culturale. Ora dai primi mesi del 2015 il gestore - con contratto fino al 2030 - ha destinato lo stabile al progetto “Accoglienza solidale” mettendo la struttura a disposizione dell’accoglienza di profughi gestita dall’ARCI di Perugia.

Da quel momento l'ostello, con le sue sale letture e incontro, è stato tolto, in tutto o in parte, alla disponibilità dei cittadini. Attualmente, secondo una stima uscita dal Comune,  ospita 54 profughi in maniera fissa, mentre sono una 50ntina quelli considerati “di passaggio” e che saranno inviati in altre strutture definitive sul territorio comunale o provinciale a secondo della disposizione decisa dalla Prefettura. Dalla maggioranza del Comune di Perugia (centrodestra più civici) è stata lanciata la discussione, su proposta del Gruppo Misto a firma di De Vincenzi, se sia il caso che un ostello così importante per la comunità e il turismo debba rimanere bloccato per l'accoglienza profughi che potrebbero essere invece, con gli stessi servizi, ospitati altrove.

Obiettivo: "ripensare, se necessario, sentito il parere delle associazioni dei cittadini di Ponte Felcino, la destinazione dell’ostello, riassegnandone la disponibilità alle iniziative aggregative della frazione". Inoltre si chiede di più al Comune: di verificare sia in che stato versa l'ostello durante questo periodo di accoglienza migranti che a tipologia di rapporto instaurato fra A.I.G (il gestore) e ARCI in merito all’utilizzazione dei locali. La discussione è in corso nella commissione consiliare di Palazzo dei Priori. I dirigenti, interpellati, hanno fatto sapere che nella convenzione in vigore l’associazione assegnataria ha assunto alcuni obblighi, tra cui quello di curare la manutenzione dell’immobile e delle limitrofe aree verdi. Quanto al tema dell’ospitalità dei profughi, invece, gli uffici comunali non hanno a disposizione alcun atto formale, essendo rimasti gli accordi nella disponibilità di Prefettura, Arci ed Aig. A breve è intenzione degli uffici comunali dare il via libero per nuovi controlli per conoscere lo stato dell’immobile.

Il capogruppo Mencaroni ha espresso perplessità sull’ordine del giorno della maggioranza, ritenendolo strumentale, inefficace e, dunque, non votabile. Secondo il'esponente del Pd "l’emergenza profughi deve essere comunque fronteggiata ed a nulla servirebbe spostare gli immigrati dalla struttura di Ponte Felcino, quartiere che ha dimostrato grande spirito di accoglienza, ad un’altra area della città".

Giaffreda del Movimento 5 Stelle ha precisato che, se esiste una legge nazionale che assegna a Perugia una quota di profughi, gli stessi devono necessariamente essere collocati da qualche parte. Ben venga dunque Ponte Felcino, purché la struttura individuata, di proprietà comunale, venga alla fine restituita in condizioni decorose.

Alla fine del dibattito la Commissione ha deciso di rinviare l’odg per ascoltare in audizione i rappresentanti della Questura e della Prefettura, nonché per consentire agli uffici di effettuare i necessari approfondimenti anche tramite sopralluoghi sul posto. Sarà fondamentale anche organizzare un'assemblea a Ponte Felcino per sentire il parere della popolazione su questa situazione e cosa ne pensa di un eventuale spostamento dei migranti in altra sede. 

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