Viaggio nella Perugia nascosta: la chiesetta della Madonna della Costa di Monte Acuto

Una mappatura ideale all'insegna di un percorso itinerante "fuori dal comune", per scoprire ciò che si nasconde nelle campagne e colline di Perugia. Itinerari rurali tra antichi ruderi, curiosità e anche sapori. Ecco la nostra seconda puntata

La chiesetta della madonna della Costa di Monte Acuto

L’Umbria raccontata nei suoi tracciati geografici, rivela quel carattere spirituale, mistico, e religioso, che da sempre è meta di pellegrini e visitatori. Crocevia di passaggi storici e culturali, preserva, attraverso un intimo dialogo con la natura, il costante profilo di una terra intrisa di autenticità e devozione. 

Immortalata dal Giotto, dal Pinturicchio, meta di Santi, disegna un cammino di fede attraverso i luoghi sacri sorti in questa regione da secoli, di cui si hanno testimonianze, fin dall’epoca degli Etruschi, grazie ai loro siti votivi posti nelle alture della nostra regione.

L’edilizia religiosa, sorta in Umbria già in età preromanica, ha continuato ad espandersi sul territorio in maniera incisiva; solo Perugia, infatti, può contare sulla costruzione di quasi 70 chiese (tra oratori, basiliche e monasteri). Ma il capoluogo nasconde al suo interno, uno scrigno di piccole chiesette di paese, ormai ruderi o poco più, ubicate in luoghi di solito lasciati alla mercè dell’abbandono, fuori dal ciclone urbano, e immersi nella bellezza e nella serenità delle sue verdi aree.

A Monte Acuto, a pochi km dal capoluogo, nelle curve montuose dei suoi meravigliosi percorsi, si preserva ancora la sembianza architettonica di ciò che un tempo fu: la chiesa della Madonna della Costa. Non più agibile dal 1954, in seguito al crollo del tetto, questa piccola chiesetta ha rappresentato un luogo di culto importante per la fede popolare.

Databile intorno al 1300, deve, probabilmente la sua fama a seguito di un miracolo avvenuto, erano presenti, infatti, oggetti preziosi, ex voto, donati alla statuetta della Madonna presente all’interno della chiesa fino agli anni 60. La statua in legno, alta circa 120cm, databile intorno al 1200 e di autore ignoto, fu in seguito recuperata, e portata nella chiesetta di S. Angelo, a Pian di Nese, e successivamente posta nell’archivio Vescovile di Perugia, ove si trova attualmente.

Questo affascinante luogo di culto, custodito tra la natura impervia del monte e ubicata in perfetta sintonia con la natura, ha rappresentato, nei secoli, meta di pellegrinaggi, in quanto, nelle cantine e nei locali sottostanti la chiesa, si era soliti ospitare le persone indigenti che giungevano alla chiesa per qualche miracolo. Non è una novità che, particolari luoghi di fede popolare, venissero costruiti in mezzo alla natura selvaggia; c’è e ci sarà sempre una correlazione mistica tra la preghiera e la bellezza naturale del luogo, che accondiscende quell’intimo dialogo con il creato, trovando, in certi luoghi fatti di pace e solitudine, il suo punto massimo d’incontro.

Lo splendido itinerario che porta ai ruderi della Madonna della Costa, è favorito dalle tappe rurali delle nostre campagne, si parte da Umbertide e seguendo le indicazioni per monte Acuto, si arriva alle pendici meridionali del monte, si imbocca una strada bianca, si percorre per 2km circa fino al sentiero boschivo, il n 170. Dopo un km, sulla sinistra, si scorge il campanile rimasto quasi integro della chiesa, e la sua mistica collocazione su uno dei siti più affascinanti dell’Umbria, che svela, clandestinamente, una preziosa testimonianza della fede popolare presente nella nostra regione.

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