Perugia festeggia 30 anni di internet, Romizi: "Tocca a noi metterci creatività"

Anche Perugia ha celebrato oggi i 30 anni di internet (1986-2016) con un incontro che si è svolto nell’Auditorium “Capitini”

Anche Perugia ha celebrato oggi i 30 anni di internet (1986-2016) con un incontro che si è svolto nell’Auditorium “Capitini”. E’ stata l’occasione, durante l’internet day, per ricordare i tempi che furono, ma soprattutto per iniziare a costruire un futuro 3.0. Davanti ad una platea di giovanissimi, ossia gli studenti del Itet Capitini-V.Emanuele II-A.di Cambio e dell’Ipsia Marconi-Pascal, l’incontro, condotto da Alessandro Riccini Ricci, si è snodato per fasi. L’apertura è stata dedicata al documentario che ha narrato la storia che ha portato alla nascita di internet grazie alla testimonianza del Prof. Luciano Lenzini, pioniere della rete in Italia. Fu proprio lui, quel 30 aprile del 1986, ad “accendere” il primo collegamento tra la Pennsylvania, le antenne del Fucino in Abruzzo ed il Cnuce-Cnr di Pisa. La storia, però, negli Usa era partita già molto tempo prima grazie alla collaborazione tra l’agenzia di difesa americana Arpa ed alcune università statunitensi. Nel 1969 (29 ottobre) arriva Arpanet, progenitrice di internet, poi nasce il protocollo tcp/ip, grazie a Bob Khan, in grado di collegare tutte le reti nate negli anni precedenti.

Nel 1980 cominciano i contatti tra il Cnuce ed Arpa che sfoceranno poi nella rivoluzione “digitale” del 1986 in virtù del primo collegamento alla rete dall’Italia. “E’ stata un’impresa culturale e non tecnologica – questo ha riferito Lenzini nel suo racconto – ossia entrare a far parte di una rete mondiale”. I saluti di rito sono stati portati dalla vice preside Simona Carlà e dalla responsabile dell’evento, la professoressa Ercolani, che hanno posto all’attenzione della platea una domanda: “siamo salvati o catturati dalla rete?”.

Per l’Amministrazione comunale ha partecipato all’evento l’assessore Francesco Calabrese che ha spiegato ai ragazzi le ragioni per le quali la celebrazione di oggi ha un valore del tutto particolare per la città di Perugia. L’Italia – ha ricordato Calabrese – è in ritardo sulle capacità e velocità di connessione, ponendosi al 27° posto sui 28 paesi europei. Questo gap non è oggi più accettabile per uno Stato che vuol guardare con fiducia al futuro. In questo contesto è nato un percorso nazionale che ha sviluppato una progettualità tutta perugina che, entro breve tempo, consentirà di cambiare le cose. Grazie all’ingresso di Enel nel mercato della rete, si è deciso di partire proprio da Perugia, ove si svilupperà il primo modello nazionale di diffusione della banda ultra larga da esportare poi nelle altre città. Entro 6 mesi, dunque, saranno cablate 50mila unità immobiliari (da Ferro di Cavallo al centro storico), mentre entro il 2017 il 100% del territorio cittadino verrà integralmente servito. L’obiettivo è di portare in tutta la città una connessione fino ad un giga, di fatto rivoluzionaria.

“Dunque con orgoglio oggi festeggiamo i 30 anni di internet, perché l’auspicio è che siano proprio le generazioni future a sviluppare e proseguire questo percorso, sfruttando al meglio l’occasione loro offerta. L’augurio è che tra qui ed il 2017 si possa dire che Perugia è la città più veloce d’Italia”.

Microfono, successivamente, ai ragazzi dell’Itet che hanno ripercorso nel dettaglio la storia di internet, anche per ciò che concerne  il loro Istituto scolastico, e mostrato con orgoglio le rarità provenienti dal museo della scuola, partendo dalla celebre “Perottina” del 1965. Straordinario il successivo video proiettato, dal titolo “Mitici anni ‘80”; un tuffo nel passato per ricordare le passioni dei giovani di un tempo secondo lo slogan: “gli altri non sanno cosa si sono persi”. Al dibattito che ne è seguito hanno partecipato Stefano Quintarelli, parlamentare e presidente del comitato di indirizzo dell’Agenzia per l’Italia Digitale, nonché fondatore di I.Net, e Gabriele Giottoli, esperto in telecomunicazioni e dirigente di Aria. Quintarelli è stato nel 1994 il fondatore del primo internet provider italiano. Dall’alto della sua esperienza ultraventennale, ha ricordato che proprio il 1994 fu l’anno della svolta per internet, perché la rete ebbe un’effettiva diffusione planetaria. Per il futuro lo scenario previsto è quello del cosiddetto “internet delle cose”; ogni oggetto, in sostanza, sarà collegato alla rete e darà informazioni generando quella che già ora viene definitiva “quarta rivoluzione”. Quanto alla natura della rete, l’onorevole ricorda che il problema non risiede nella rete, ma nella natura dell’uomo. Occorre ricordare, infatti, che tutto oggi viene schedato e “quando meno te lo aspetti, riemerge”. E’ il prezzo da pagare della “memoria digitale”, eterna. Ed ancora, secondo Quintarelli, internet rende il mondo un…punto: tutto, infatti, è accessibile perché la rete annulla le distanze. Dunque, nell’ambito di una concorrenza globale, l’orizzonte dei giovani deve essere il mondo intero. Interrogato sui possibili scenari dell’approdo della banda ultra larga a Perugia, Giottoli, dal canto suo, ha riferito che ciò favorirà un grande sviluppo, consentendo di superare il digital divide. Cambierà quindi il modo di comunicare e rapportarsi, ma solo se lo strumento sarà garantito a tutti, sul 100% del territorio.

Ultimo passaggio degli studenti è stato il collegamento virtuale con la Sym School, un ambiente interattivo in 3D espressione del web 3.0.

L’evento è stato chiuso dal sindaco Andrea Romizi. “Mi fa piacere – ha detto – che questo trentennale ricorra in concomitanza con un’occasione speciale per Perugia, ossia la presentazione del progetto per la diffusione della banda ultra larga in tutta la città; ciò perché tale progetto rappresenta per la città un evento straordinario”. Al di là del percorso già avviato (i lavori sono già partiti a Fontivegge), tuttavia, il sindaco ha rivolto un appello convinto alla città. “Il progetto non ci sottrae dal mettere al suo interno qualcosa di nostro, ossia idee, creatività, un pizzico di incoscienza. Per questo il mio invito, rivolto soprattutto ai giovani, è di cambiare passo tutti insieme per tornare ad essere competitivi, visto che il Paese da troppo tempo arranca. Per fortuna a Perugia tutto questo protagonismo non manca e le speranze sono tante e fondate”. Reduce dall’incontro alla sala dei Notari sulla legalità, il sindaco ha concluso dicendo che proprio legalità e sviluppo devono camminare di pari passo:  è la legalità, infatti, a preparare il terreno giusto per seminare lo sviluppo.

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